Scafati. Dimissioni, l’affondo di Michele Grimaldi: “L’unico obiettivo è l’avidità di potere di Aliberti”

Dimissioni, sfiducia, decadenza. A Scafati, da tempo, si vocifera di una fine anticipata del secondo mandato del sindaco Aliberti, che sarebbe intenzionato a ricandidarsi per la terza volta. Mentre cresce il numero dei consiglieri di maggioranza pronti a dimettersi insieme all’opposizione, arriva da Michele Grimaldi, del Pd, un nuovo duro affondo all’indirizzo del primo cittadino.

“Secondo la legge e la giurisprudenza, il limite dei due mandati per la carica di Sindaco è previsto “al fine di favorire il ricambio ai vertici delle amministrazioni locali e di evitare la soggettivizzazione dell’uso del potere, in modo da spezzare i vincoli personali tra elettori ed eletti” – ricorda Grimaldi -.D’altronde, come evidenziano gli atti parlamentari, l’obiettivo principale sarebbe quello di “sostituire alla personalità del comando l’impersonalità di esso ed evitare clientelismo”. Come ricorda e chiarisce bene la Cassazione con sentenza del 5 giugno 2007, ulteriore ratio del divieto è quella di evitare che il sindaco, alla scadenza di un doppio consecutivo suo mandato, possa approfittare di “un più incisivo vantaggio, ai fini di conseguire di nuovo la carica, dello stesso soggetto ripetutamente eletto quale sindaco (peraltro rimanendo in quella medesima posizione durante l’iter della elezione)”.
Per questo Pasquale Aliberti, Sindaco di Scafati, accusato di associazione a delinquere di stampo camorristico – va avanti l’esponente del Pd – sta provando da mesi, con ridicoli teatrini suoi e dei suoi accoliti, ad inventare finti motivi di decadenza o false sfiducie entro il 16 Dicembre. Per potersi ricandidare ed eludere, così, la legge. Ovviamente, tutta questa ignobile sceneggiata, nulla c’entra, col destino di Scafati, i suoi bisogni, le sue opportunità, la vita quotidiana dei nostri concittadini. L’unico obiettivo, come al solito – conclude -, é l’avidità di potere di Pasquale Aliberti.