Programma di Sviluppo Rurale della Campania 2014-2020. Coldiretti: “Assenza di interventi per l’Agro nocerino”

La Coldiretti provinciale di Salerno esprime perplessità per il nuovo Programma di Sviluppo Rurale della Campania 2014-2020. Non convincono, in particolare, la forte burocratizzazione, l’assenza di interventi prioritari per aree come l’agro sarnese nocerino e la paradossale ipotesi di svantaggio competitivo tra chi investe nella filiera bufalina nel salernitano o chi lo fa nel casertano o nel napoletano.

“Da una prima lettura della nuova programmazione – spiega il presidente Vittorio Sangiorgio – sembra che le misure così come descritte nelle singole schede non abbiano per nulla migliorato l’esperienza del PSR 2007 – 2013, e non tengano in alcuna considerazione la semplificazione amministrativa che pure avevamo sollecitato. La distribuzione delle risorse, inoltre, avverrà, come nel vecchio PSR, sulla base di una territorializzazione che non ha tenuto in nessun conto la crescita del sistema agroalimentare salernitano nel suo insieme. Le zone del pomodoro San Marzano DOP – conferma Sangiorgio – sono state considerate per la quasi totalità aree urbane come pure l’area della produzione del Limone IGP Costa d’Amalfi, dimenticandosi totalmente del grandissimo ruolo che l’agricoltura in queste aree svolge soprattutto per i benefici di carattere ambientale che rappresenta uno degli elementi principali su cui si fonda il Programma di Sviluppo rurale”.

Per Sangiorgio, il nuovo Psr e le strategie politiche in atto rischiano di “far sparire definitivamente l’agricoltura nell’agro nocerino sarnese” e, pertanto, suggerisce, provocatoriamente, di far diventare l’area esclusivamente urbana e iniziare a gettare “colate di cemento”. La Coldiretti Salerno teme ripercussioni anche per la filiera bufalina che non viene considerata prioritaria dal Psr, nonostante la provincia di Salerno rappresenti una delle zone più significative per la produzione di mozzarella di bufala campana dop.

“Il nuovo Psr in pratica – sostiene Sangiorgio – dice che conviene più investire nella filiera bufalina a Caserta o a Napoli che non a Salerno, e questo ovviamente rischia di condizionare le scelte degli imprenditori e di penalizzare la nostra provincia”. “Evidentemente – tuona Sangiorgio – la politica, anziché leggere le dinamiche di sviluppo in atto sui territori, dove l’agricoltura la fa da padrone nel cento per cento della provincia salernitana, pensa più come nel caso dell’agro alla governance dei mercati ortofrutticoli e dimentica di intervenire nei processi decisionali che potrebbero cambiare le sorti di un’intera area e, nel caso del San Marzano e della bufala, molto di più”. “E’ un furto per l’agricoltura salernitana – conclude Sangiorgio – speriamo di assistere ad una inversione di tendenza già nelle riunioni in programma in questi giorni in Regione, anche per quanto riguarda la semplificazione amministrativa perché – conclude – la mancanza ha determinato il grande disimpegno a cui assisteremo alla fine di quest’anno”.