Per la prima volta, dopo la sconfitta elettorale, domenica scorsa, le forze di centrosinistra – Udc, Pd e Psi – hanno parlato alla città.
“Gli elettori non hanno bocciato la nostra piattaforma politica, risultata, anzi, ampiamente vincente nella contestuale competizione per le regionali, ma hanno dato un giudizio non sufficientemente positivo sull’esperienza di governo uscente”, ha dichiarato Gina Fusco del Partito Democratico, auspicando un cambiamento dell’offerta politica.
“Non saranno le fughe in avanti o le operazioni di maquillage a determinare questo cambiamento – ha aggiunto -, ma il nostro metterci in discussione. Chi siamo, cosa vogliamo fare e in che modo. Rispondere a questi tre interrogativi vuol dire iniziare un percorso serio di ridefinizione del nostro agire politico, perché se da un lato è vero che l’attuale amministrazione sta dando prova di grande confusione, dall’altro lato la nostra proposta non può fondarsi sulla sommatoria del dissenso a Ferraioli”.
Infine, l’appello agli alleati: “Sono la prima ad essermi messa in discussione dal 15 giugno, in primo luogo con le mie dimissioni dalla segreteria provinciale del PD. Ho creduto a tal punto nell’unità del centrosinistra da rimetterci in prima persona. Lo rifarei? Certamente, ma dicendo chiaramente che programma e leadership non possono più essere temi da affrontare separatamente”.




















