Nocera Inferiore. De Angelis, carabiniere malato di cancro: “Io, vittima dell’uranio impoverito”

“La mia malattia è conseguenza dell’esposizione all’uranio impoverito”. Ne è convinto il Brigadiere Francesco De Angelis, militare dell’Arma costretto a lasciare il servizio dopo essere stato colpito da un tumore. Il comitato di verifica ha bocciato la domanda di risarcimento per causa di servizio, che aveva presentato nel febbraio 2011. Quel “verdetto” negativo è arrivato il 18 settembre 2015, in un momento difficile per De Angelis, alle prese con il riacutizzarsi della malattia. “La mia battaglia, però, continuerà – avverte -. Il mio legale, l’avvocato Enrico Tedeschi presenterà ricorso alla Corte di Appello di Salerno-Sezione Lavoro”.

De Angelis è convinto che il tumore maligno contro il quale lotta da sei anni derivi dall’esposizione all’uranio impoverito. “Sono stato in Bosnia Erzegovina dal 5 agosto 1999 al 7 febbraio 2000, in Albania dal 21 febbraio al 29 aprile 2002, in Kosovo dal 10 novembre 2003 al 27 maggio 2004 e dal 18 marzo al 26 luglio 2005 – ricorda .-Oggi la mia sopravvivenza è legata all’assunzione di un farmaco salvavita – conclude -. Alla luce della morte di tre miei colleghi, reclamo il mio diritto alla vita, cosa che questi tre ragazzi deceduti non hanno avuto il tempo di fare”.