Pomodoro San Marzano. Coldiretti: “No a scippi”

Fronte comune di sindaci, istituzioni, imprenditori e Coldiretti a tutela del pomodoro san Marzano Dop. No, dunque, alla creazione di una Igp San Marzano, si all’allargamento della tutela della dop al prodotto fresco e stretta normativa per scongiurare “scippi” di un prodotto di eccellenza penalizzato dal falso Made in Italy. È quanto emerso questa mattina, a Salerno, nel corso di un incontro promosso da Coldiretti con i sindaci dei 41 comuni dell’areale san Marzano, il presidente della Provincia di Salerno, della Camera di Commercio, la senatrice Angelica Saggese, membro della Commissione agricoltura e il Consorzio di Tutela DOP San Marzano. ”

L’attacco al San Marzano è un attacco al Made in Italy – ha affermato il presidente di Coldiretti Salerno, Vittorio Sangiorgio – se teniamo conto che il cibo italiano è raddoppiato all’estero negli ultimi 10 anni e il pomodoro ha fatto registrare un + 88%, si trattadi un duro attacco alla nostra economia. Coldiretti ha chiesto ai Comuni di adottare una delibera per promuovere l’estensione della denominazione di origine protetta al fresco e di opporsi a tentativi di dequalificare la dop con proposte fantasiose di una igp del San Marzano, che andrebbe a svilire il grande lavoro fatto finora. Il San Marzano – continua Sangiorgio – è l’unica opportunità per creare una traiettoria di visione, sviluppo identitario e di immagine positiva dei nostri territori, e che consente di fare reddito anche su superfici ridotte”.

E sull’affermazione della Ue che il San Marzano possa essere prodotto fuori dall’area Dop, Coldiretti è chiara: “I regolamenti sono scritti da uomini che rappresentano territori e non da lobby”. Sono 6548 le aziende che operano nella filiera del pomodoro per una produzione stimata di circa 113 mila quintali, trasformata in prodotto finito per 44300 quintali. L’areale di produzione è di 5531 ettari, di cui 344 ettari a pomodoro da industria. La superficie a san Marzano è pari a 144 ettari con 400 coltivatori certificati. La “battaglia” di identità portata avanti da Coldiretti è stata ampiamente condivisa dal consorzio di Tutela Pomodoro San Marzano che ha approvato l’estensione al fresco della dop. L’idea è stata condivisa anche da numerosi imprenditori conservieri presenti all’incontro. Ribadita anche la necessità di una “stretta” normativa sul cosiddetto Italian sounding, un falso made in Italy che penalizza fortemente le imprese dell’area di produzione del San Marzano dop, soprattutto all’estero, dove prodotto non certificato viene “spacciato” e venduto per prodotto a denominazione protetta con gravissime ripercussioni economiche per il territorio.