“La musica nel Cinema”, successo al Diana

Negli ultimi anni l’Orchestra Filarmonica Campana è riuscita a spingersi su parecchi fronti musicali, suonando di tutto senza alcun problema, perché il suo eclettismo è straordinario, passando con enorme
disinvoltura e pregevolissimo virtuosismo dalla classica al jazz, dalla musica per immagini al pop, dalla contemporanea alla musica sacra, e via elencando. Ogni qualvolta la si ascolta un brivido di entusiasmo scorre lungo la schiena e questo brivido emozionale intenso ha percorso tutto il pubblico entusiasta e attento al contempo, durante l’esecuzione di un importante e ricco programma di musica per film dedicato al repertorio cinematografici, con nomi illustri e geniali quali John Williams, Hans Zimmer, Alan Silvestri, Bill Conti, Henry Mancini, Alexander Desplat, Nino Rota, Nicola Piovani ed
Ennio Morricone.

Un programma di un’ora e mezza che l’Orchestra Filarmonica Campana di, sotto la direzione vitale ed energica di Giulio Marazia che con i suoi gesti attirava lo sguardo del pubblico sempre più attorniato dalle note cine-musicali in movimento nel teatro, ha reso ancor di più unico e irripetibile, donando una veste nuova e preziosa ad ogni singolo brano o suite eseguita.

Tutti gli arrangiamenti, ad opera dei maestri Nicola Hansalick Samale, Geminiano Mancusi e dello
stesso Giulio Marazia, perché è doveroso citarli per la loro caratteristica particolarità e innovazione, in aggiunta, come già accennato, ad una performance al fulmicotone e aggraziata nel medesimo tempo, a
seconda dei temi eseguiti, hanno reso il concerto un evento meraviglioso e indimenticabile come di rado accade.

Marazia ha fatto volteggiare la sua bacchetta, aprendo il programma cine-musicale con Gonna Fly Now, il celebre tema del film Rocky, vigoroso ed energico proprio come la caratteristica del
filone della musica da film americana, fantastica e suadente che ha la propria essenza e modello in quella di John Williams, padre delle note di Star Wars, Superman, Indiana Jones, Schindler’s List, E.T. l’extraterrestre, proposte in una suite magicamente orchestrata ed assemblata dal Maestro Nicola
Samale. Gli altri “americani” proposti nel programma sono Alan Silvestri con i suoiindimenticabili temi di Forrest Gump e Ritorno al Futuro.

La serata è stata inoltre impreziosita dal soprano Giusy
Luana Lombardi, voce eclettica capace di trasmettere grande pathos con il suo timbro suadente e caldo,
che ha fatto il suo ingresso sulle note di Moon River dal film Colazione da Tiffany, interpretata
dall’indimenticabile Audrey Hepburn. La prima parte del programma è chiusa dalle musiche de Il Gladiatore di Hans Zimmer, orchestrate da Geminiano Mancusi, capaci di rendere l’atmosfera
cavalleresca e brutale allo stesso tempo con i suoi temi che sono entrati nell’immaginario collettivo di tutti noi.

Come poter non aver mai ascoltato i celebri Now we are free, Honor Him, The Battle trascritti e messi in successione sapientemente e ben orchestrati da saper cogliere le emozioni più intime del
pubblico presente in sala.

La seconda parte si apre su Alexandre Desplat, compositore francese autore delle musiche dei film più recenti come The King’Speech, The Imitation Game, Benjamin Button, Reality, Argo, Grand Hotel Budapest, Rise of Guardians, La ragazza con l’orecchino di perla, e portatore soprattutto di un grande
rinnovamento musicale che attinge dalla grande tradizione espressiva francese. Desplat e Marazia
(autore degli arrangiamenti), un binomio sorprendente che si dimostra tale nella suite da Rise of Guardians che, come già detto, ha aperto la seconda parte del concerto, in cui si palesa l’altra anima della musica da film moderna, quella internazionale, quella francese vicina alla Golden Age cine-musicale hollywoodiana, quella multiforme e geniale che la Filarmonica Campana restituisce in
maniera sublime attraverso un susseguirsi di pagine maestose, trionfalistiche, valzeristiche, intime, delicate di stampo debussyano e malinconiche a suggellare la grandezza mondiale di questo compositore.

A seguire si apre la parentesi su Cinecittà e sulla musica italiana da film con i brani di Rota, Piovani e Morricone, tutti capaci di portare a casa l’Oscar per la migliore musica e celebrare l’essenza musicale italiana nel mondo. Ascoltare i temi rotiani, intrisi di quella immaginifica essenza fiabesca e popolare,
è sempre un momento che arricchisce dentro, tra quelle andature allegre e surreali che profumano di
fellinismo dalla prima all’ultima nota. Ecco la volta di Nicola Piovani che ha provocato più di un
sorriso nel pubblico con la performance divertita e divertente del suo spensierato e mai dimenticati tema per La vita è bella, diretto da Roberto Benigni.
Poi tocca ad Ennio Morricone con l’avvicendarsi di temi altrettanto celebri ed eseguiti innumerevoli
volte nelle sale da concerto, i leitmotiv di Nuovo Cinema Paradiso, Mission, Giù la testa, Metti una
sera a cena, C’era una volta in America, C’era una volta il west, Il buono, il brutto e il cattivo: ancora una volta la voce della Lombardi ondeggia tra la malinconica cinefilia di Tornatore, l’etnia struggente (pensata in origine per assolo di oboe) di Roland Joffé e la lotta alla Mafia nella bellezza ammaliante e
candida, tra ritmiche energiche e momenti falsamente rasserenanti. Il momento dedicato a Morricone
nella mirabolante esecuzione dell’Orchestra Filarmonica Campana, è stato uno dei momenti più alti del concerto, con un vestito sonoro nuovo e sfavillante.

Note a margine di mero costume nazional-popolare: un pubblico talmente entusiasta da richiedere ben due bis, un Concerto incredibilmente bello che conferma ancora di più che la Musica per Film è la nuova Musica da sala da concerto, senza sé senza ma! La produzione è stata curata da Airone
Comunicazione, con cui la Filarmonica Campana ha avviato uno stretto rapporto di collaborazione
artistico dall’anno scorso e che sembra dare ottimi frutti visti i risultati ottenuti sul campo.

Ottima anche la scelta di allestire una mostra celebrativa su oggetti di scena allestita nel foyer del Teatro Diana, gremito come non mai, ma soprattutto motivato dalla sapiente scelta di abbinare all’esecuzione dal vivo della musica anche la proiezione video dei momenti salienti dei film, accompagnati dalle
didascalie di una voce fuori campo che introduceva i pezzi scelti.