Angri. La proposta di Gina Fusco. Un polo museale nel Castello Doria

Un polo museale Archeologico Provinciale dell’Agro nel Castello Doria. E’ la proposta di Gina Fusco del PD. “La manifestazione di interesse che l’Amministrazione comunale di Angri ha recentemente pubblicato per valorizzare il Castello Doria non serve a nulla. Così come servirebbe davvero a poco emendarla e/o prolungarla. Se davvero si vuole inaugurare un Polo Museale, esiste una possibilità concreta su cui invito il Sindaco a riflettere: candidare il Castello Doria come futura sede del Museo Archeologico Provinciale dell’Agro. L’attuale sede del Museo, infatti, si trova in locali in via di dismissione presso il Convento di Sant’Antonio di Nocera Inferiore. La Provincia di Salerno – dice Fusco – potrebbe utilmente rinunciare ad un fitto passivo in favore di un comodato d’uso con il nostro Ente, continuandosi ad occupare, come di competenza, del servizio di guardiania e custodia. In base alle disposizioni regionali, infatti, ogni museo deve essere aperto per almeno 25 ore settimanali e per almeno 5 giorni (compreso sabato e domenica); si intuisce che i costi del servizio di custodia, guardiania, apertura/ chiusura, manutenzione e pulizia sono particolarmente ingenti, e il fatto che possano essere assicurati da un ente sovracomunale è il vero valore aggiunto della proposta”.

Si tratta di ottimizzare gli spazi: “L’impianto del Castello Doria risponde ad un progetto di organizzazione logistica degli spazi che articola in aree già perfettamente funzionali i due corpi di fabbrica. Il complesso di destra – continua Fusco – potrebbe ospitare al piano terreno l’area di accoglienza e i servizi, e ai piani superiori le attività espositive (permanenti) del Museo; mentre il complesso di sinistra potrebbe ospitare eventi espositivi temporanei, in particolare d’arte moderna e contemporanea, convegni e altre manifestazioni”.

La Fusco invoca Soprintendenza ai Beni Artistici: “Si tratta, dunque, di affidare unicamente il percorso espositivo del Museo alla direzione della Soprintendenza ai Beni Artistici di Salerno e Avellino, in collaborazione con la Soprintendenza ai Beni Architettonici e quella ai Beni Archeologici, disegnando una comune strategia, che si concretizzerebbe anche nel prestito al Museo di ulteriori opere d’arte. Il Museo, infine, non potrebbe non prevedere l’allestimento dell’importantissima collezione “Una luce per Sarno”, di proprietà comunale ma mai esposta in maniera permanente e, allo stesso tempo, procedere ad una “campagna” di acquisizioni (anche attraverso la formula del comodato decennale) per assicurare la prospettiva di un vero museo da inserire in un nuovo piano turistico – culturale per l’Agro. Perché non procedere in questo modo piuttosto che affidarsi all’improvvisazione”?