Angri. Torna la “Cena al buio”

Un’esperienza di rara forza, di rara umanità. Un’occasione per riflettere, una serata da ciechi per capire il valore della luce e, soprattutto, per conoscere “da dentro” il mondo di chi la luce non la vede mai. Condotti da un cameriere non vedente, si entra nella sala da pranzo buia e si è accompagnati a tavola. Ogni gruppo è sempre assistito da un non vedente. Inizia la cena, i camerieri servono le portate e raccontano, in maniera anche “comica”, gli aneddoti della loro quotidianità. Senza la vista, tatto, olfatto e gusto aiutano a distinguere i cibi. Udito e tatto si acuiscono, la mente cerca di  memorizzare le posizioni relative della sala, del tavolo, delle cose e delle persone. A fine cena si scopre il volto di chi ti era vicino, i quadri alle pareti, le dimensioni della sala, la magia del colore. Ma è così solo per chi vede, per chi ha la possibilità di riaprire gli occhi. E qui sta una parte della “somma in gioco”: entrare fino in fondo, nel mondo di chi ha difficoltà e uscirne più ricchi, più sensibili, più attenti nei confronti di chi convive con il buio e cerca a testa alta una posizione nel  “mondo di tutti”.