Sant’Antonio Abate. I grillini intervengono sulla questione Scuola De Curtis

Come in tutte le storie d’amore quando si affrontano i momenti di crisi, questi diventano l’occasione per rinfacciarsi di tutto, anche quelle minime cose su cui si è preferito tacere per quieto vivere e che, invece, ora che non ci si può accontentare delle mezze misure, appaiono macigni. Con questa nostalgica analogia potremmo commentare il Consiglio Comunale di ieri mattina che fra i suoi primi punti ha affrontato la questione “demolizione e ricostruzione della scuola De Curtis”: il tema, reso incandescente dalla lettera presentata dal consigliere Mario Abagnale e dalle 1139 firme prese a sostegno della richiesta dell’opposizione di desistere dal progetto, ha fatto letteralmente traballare la maggioranza. Questa della De Curtis è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso e che ha condotto al passaggio all’opposizione dei consiglieri Rispoli e Falconetti.

Gli interventi dei vari consiglieri hanno sollevato non poche polemiche: interessante l’opinione della D’Antuono che ha definito necessario l’abbattimento in quanto unico mezzo per difendere l’istruzione abatese (come se, fino ad ora, la De Curtis non avesse ben adempiuto al suo compito). Il consigliere Emilio D’Auria ha fornito le argomentazioni più fantasiose per appoggiare il progetto: partito dall’esigenza di non sconvolgere i bambini con una scuola dislocata fuori dal centro cittadino, (perché metterli in moduli, costringerli a doppi turni per anni non li stresserebbe), ha lamentato l’assenza da parte dell’opposizione di proposte alternative al progetto; a suo dire non sono stati mai indicati i terreni dove costruire la scuola per evitare la demolizione, (sollevando così le ire di Rispoli e Abagnale che gli hanno ricordato l’occasione sprecata di acquistare l’area fiera); ha evidenziato, poi, la necessità di proseguire con l’investimento e quindi spendere quanto attualmente nelle casse comunali, per scongiurare il rischio che lo Stato – bisognoso di fare cassa – possa prelevare le somme non spese; subito dopo ha affermato che il progetto va sostenuto perché è auspicabile che lo Stato – poco prima bisognoso di denaro – e la Regione, potrebbero decidere di finanziare il progetto, consentendo addirittura al comune di non spendere tutti i fondi della 219.

In ultimo ha sostenuto che l’opera sia necessaria – con tutti i dovuti scongiuri – in previsione di un evento sismico: il nuovo edificio (alla stregua di un bunker!) potrebbe servire da rifugio sicuro per tutti gli abatesi. Esilarante l’intervento del consigliere Torrente, che, a sostegno del progetto, ha portato l’esperienza avuta a casa sua: infatti, è stato costretto a rifare le facciate più e più volte perché, nonostante i lavori, i calcinacci continuano a cadere e si generano crepe nelle facciate. Pronta la risposta del Mercurio che gli ha consigliato, giustamente, di cambiare “muratore”! Il consigliere Mercurio ha continuato, e rispondendo al D’Auria, ha offerto un’analisi accurata di tutte le criticità del progetto. Prima di tutto ha richiamato la maggioranza per le accuse mosse all’opposizione rea di non aver presentato alternative valide: quest’ obbligo, secondo Mercurio, ricade proprio sulla maggioranza che, decidendo di abbattere e ricostruire la De Curtis, si deve assumere la responsabilità del progetto ed ha l’onere di prevederne tutti gli aspetti (tempistiche, luoghi di destinazione degli studenti durante i lavori, costi), e soprattutto di renderli noti raccontando la verità agli abatesi! Il dubbio con cui ha chiuso il suo intervento ha tutta l’aria di una certezza: come può l’amministrazione che non è stata in grado, in 7 anni, di terminare i lavori di ristrutturazione dell’aula consiliare – comprensibili le ire dell’assessore Criscuolo chiamato in causa – riuscire a terminare l’opera faraonica che si è prefissata in tempi ragionevoli?!

L’ intervento il Sindaco ha messo la parola “fine” a tutte le polemiche: con un excursus storico illustrato con l’ausilio della tecnologia digitale, ( in perfetto stile renziano ! ), il nostro primo cittadino ha delineato il progetto, ripercorrendone tappe e costi e ribadendo le motivazioni che lo rendono necessario, (la sicurezza dei bambini ed il rispetto per la memoria di coloro che quell’edificio l’hanno costruito, memoria che sarebbe onorata abbattendo e ricostruendo un edificio che potrebbe, invece, essere conservato e destinato ad altro uso).

Il sindaco è stato perentorio: la De Curtis si abbatte e ricostruisce per farne – a quanto pare – un centro polivalente comprensivo di palestra, teatro, aule multimediali, parcheggio sotterraneo, area esterna comprensiva di campo da tennis. Insomma vedremo sorgere un centro polivalente in grado di risollevare la vita sociale del nostro paese, creare – testuali parole – movida. A nostro avviso, se già il progetto iniziale sembrava difficilmente realizzabile, quello descritto ieri mattina è assolutamente utopico. Una cosa è certa: questa è un’operazione meramente politica nata dalla volontà del sindaco, come ha chiaramente detto il Presidente del Consiglio che, chiamata in causa dal sindaco stesso per confermare l’iniziale unanimità di tutti i consiglieri sulla questione, ha ricordato che nel primo incontro non ufficiale sulla De Curtis le era stato detto dal sindaco in persona che i pilastri della De Curtis poggiavano sul fango. Dopo di allora le risultanze portate all’attenzione del Consiglio sono state tali da delineare una situazione di base completamente diversa. Morale della storia: la petizione è stata bocciata con 7 voti favorevoli e 10 contrari.

Il progetto andrà avanti senza se e senza ma nonostante il volere di 1139 abatesi richieda, per lo meno, un ulteriore momento di riflessione da parte della maggioranza. Noi, come abbiamo più volte ribadito, condividiamo le argomentazioni portate dalle opposizioni in quanto fondate su ragioni fin troppo valide per non essere prese in considerazione. Non possiamo dire lo stesso di quelle della maggioranza che hanno tutta l’aria di confuse e pretestuose prese di posizione in difesa di una scelta avventata su cui la maggioranza appare impuntata più per orgoglio! Un ultimo appunto: non vorremmo sembrare saccenti, ma è noto a tutti che la scuola porta il nome del famosissimo attore Antonio DE Curtis in arte “TOTO” e il “DE” iniziale non deriva da nessuna forma tronca della grammatica italiana. Pertanto, invitiamo l’autore delle slides utilizzate dal sindaco ad apportare le dovute correzioni. Almeno l’italiano risparmiamolo dagli scempi.

Firmato l’Associazione Meetup Amici di Beppe Grillo Sant’Antonio Abate