Sant’Antonio Abate. Le motivazioni della bocciatura del PUC

Puc sotto la lente di ingrandimento. La bocciatura da parte dei tecnici dalla Città Metropolitana apre la discussione sulla redazione dello strumento urbanistico abatese. Una più ampia e chiara lettura arriva dalle motivazioni, nonostante le prescrizioni presentate dai tecnici dell’ente napoletano.

Secondo quanto riportato dal quotidiano Metropolis “il dimensionamento e proporzionamento non sono stati sviluppati secondo lo schema prescritto”. Poi “nelle zone agricole risulta ancora l’edificazione residenziale”. I tecnici comunali dovranno anche recepire la modifica introdotta dall’articolo 30 che determina “lo sforamento del fabbisogno delle superfici terziarie”.

Inoltre “non è garantita la pubblica utilità delle aree che l’articolo 30 destina ad attrezzature private conseguenti la delocalizzazione e/o dismissioni della zto D3 esistenti”. Ancora: “Le modifiche alla zonizzazione per reperire aree per standard scolastico non hanno seguito le procedure pubblicistiche e di partecipazione previste dalla norma vigente”. I tecnici metropolitani hanno anche evidenziato la “sostanziale modifica della relazione tecnica per quanto riguarda il dimensionamento e proporzionamento residenziale e terziario, nonché per la quantificazione degli standard urbanistici”.

Mancherebbe, infine, anche il parere dell’Autorità di Bacino alla luce del vigente Piano Stralcio per l’assetto idrogeologico. In conclusione “si ritiene che il Puc, così come proposto, necessita di una nuova pubblicazione con acquisizione di tutti i pareri previsti dalla norma vigente”. Il Puc è quindi stato rispedito al mittente per essere rivisto nella sua completezza.