Sarno. Una strategia sui canali di scolo. Ferrentino: “Capire chi fa o deve fare cosa”

Una strategia sui canali di scolo. Su questa linea si sta muovendo l’assessore alla manutenzione Gaetano Ferrentino per provare a mettere ordine nel rimbalzo di competenze per la gestione dei vecchi canali irrigui, dismessi o utilizzati in maniera impropria. La rete a valle e appartenente al vecchio sistema attraverso il quale venivano veicolate le acque per i campi, principalmente a Lavorate e Masseria della Corte, è un ginepraio nel quale, visti gli enormi costi della manutenzione, si fatica a districarsi, con un rimbalzo di responsabilità tra vari enti che rallentano ogni forma di intervento.

Sono anni che si trascina questa situazione. Fare chiarezza per capire “chi fa o deve fare cosa” è l’obiettivo di una conferenza di servizi convocata per il prossimo 3 aprile a palazzo San Francesco tra il Comune, l’Ente di distretto idrico, la Gori, Arcadis e il Consorzio di Bonifica. L’incontro nasce anche In vista della ripresa dei lavori per il completamento dell’impianto fognario cittadino e con la prossima entrata in funzione del collettore che consentirà l’entrata funzione delle tubazioni di via Sarno-Striano con conseguente collegamento dell’area Pip. Il Consorzio di Bonifica ha rimesso un censimento definitivo delle sue strutture sul territorio, delimitando di fatto la propria competenza.

Parallelamente, una serie di altri canali li si vorrebbe passare a Gori per la manutenzione ordinaria, considerata anche la vicinanza agli impianti fognari di completamento. Questo garantirebbe una vigilanza e una repressione degli usi impropri e una programmazione di pulizia negli stretti tempi di passaggio e collegamento dei collettori. In alcune parti cittadine, l’esigenza di chiarire le competenze è particolarmente necessaria e sentita per garantire una migliore qualità dei luoghi.

“Se non si fa rete -commenta il vicesindaco Ferrentino– questo problema continuerà a restare nel limbo pur essendo una esigenza del territorio. Tentiamo di programmare una uscita dalla logica dell’emergenza continua per arrivare all’ordinario e alla repressione degli usi impropri anche in considerazione del fatto che, a breve, le fogne cittadine potrebbero essere una realtà”.