Dirigenti scolastici in rivolta. Il focolaio della protesta dei Presidi si è alimentato a Salerno e ora sta prendendo la significativa forma di una rivolta a scala nazionale che già conta oltre 1.000 adesioni in 15 regioni. Stipendi inadeguati e troppe responsabilità da gestire alla base del malcontento e soprattutto la situazione precaria degli edifici scolastici.
Dirigenti costretti a fare i conti con segreterie prive di personale e con procedure sempre più complesse: dalle gare d’appalto alla realizzazione dei progetti per strappare fondi PON europei.
Un malcontento esploso la scorsa estate con una petizione lanciata proprio da Salerno. Il prossimo 21 ottobre a Roma sarà ufficializzata un’associazione che dovrebbe accomunare tutti i dirigenti scolastici del Paese.
Salerno è capofila 200 adesioni locali. I Presidi non accettano più il declassamento e di essere retribuiti fino anche la metà dei dirigenti di altri comparti della Pubblica amministrazione.





















