Centro per l’impiego a Scafati, la denuncia di Matrone: “Dipendente non vedente costretto a fare le fotocopie”

“Il centro per l’impiego di Scafati resta in grande difficoltà. Già nei mesi scorsi ho denunciato un clima davvero pesante e adesso le ultime aggressioni fisiche ai dipendenti confermano le mie preoccupazioni. Senza vigilantes o misure di sicurezza adeguate non si può andare avanti. Ecco perché l’Ente Provincia, che gestisce i Centri per l’Impiego nel Salernitano, deve provvedere a difendere le maestranze della struttura di Scafati, ormai esasperate per quello che accade quotidianamente”. E’ forte la denuncia di Angelo Matrone, già consigliere comunale, che ritorna su un argomento a lui molto caro dopo le ultime vicissitudini che hanno coinvolto i lavoratori dell’ex ufficio di collocamento. “Massima solidarietà ai dipendenti, costretti a fare i conti con la rabbia degli utenti”, ha spiegato. Dei 12 dipendenti iniziali, infatti, è in atto una sorta di ridimensionamento dell’ufficio della frazione San Pietro, visto che nel settembre 2016 sono andati in pensione circa quattro impiegati e altri due sono stati trasferiti. Adesso la forza lavoro del Centro è di cinque dipendenti e un collaboratore disabile. “L’Ente Provincia ha letteralmente abbandonato Scafati. Basti pensare che c’è un collaboratore disabile che dovrebbe rispondere solo al telefono, mentre invece fa anche le fotocopie. Un disabile sfruttato dallo Stato: tutto questo è legalizzato ed è una vergogna”, ha spiegato Matrone. “Più volte i responsabili del Centro per l’impiego hanno richiesto un incremento del personale per rispondere al grande numero di utenza, che non proviene solo da Scafati, ma anche da Angri, San Valentino Torio, San Marzano sul Sarno, Corbara e Sarno. Come se non bastasse, scarseggia anche la sicurezza e i dipendenti sono minacciati di morte. Bisogna trovare le risorse per avere un vigilantes. Infine, chiedo alla Provincia di tutelare il personale disabile dislocato a Scafati. Purtroppo è triste ribadirlo, ma è così: Scafati, sotto tutti i punti di vista, è scomparsa dell’attenzione politica provinciale, regionale e nazionale”.