Linea d’ombra. Lettera di Anna Rosa Sessa a Donato: “Pagani non è città di camorra, subito un Consiglio comunale”

Linea d’ombra, dopo la sentenza della Corte di Cassazione, il Consigliere comunale di Fratelli d’Italia, Anna Rosa Sessa, scrive al presidente del Consiglio comunale Antonio Donato. “Pagani non è una città di camorra”, sottolinea Sessa che chiede la convocazione di un Consiglio comunale per discutere di quanto accaduto, ristabilire le verità emerse dalle sentenze e per parlare delle azioni giudiziarie che si intendono avviare nei confronti dell’imprenditore Panico e i quanti allora lo hanno sostenuto”.

Di seguito la lettera a firma di Anna Rosa Sessa.

“Egregio Presidente del Consiglio Comunale,
il 03 Ottobre 2017 è stato un giorno felice per la città di Pagani perché è stato definitivamente codificato quanto già era stato sancito da due sentenze della magistratura giudicante: Pagani non è una città di camorra e gli organi di governo che l’hanno retta (dal 2002 al 2009) non erano collusi con la camorra in qualunque delle sue forme. Ma è un giorno “felice” anche, e soprattutto, perchè è stato dimostrato che il tempo è sempre galantuomo e che la storia vera di questa città non è “quella raccontata in questi anni da Lei quale esperto della mistificazione, dai professionisti dell’Antimafia che vivono di contributi pubblici, da un Sindaco spudorato allora quanto bugiardo ieri ed oggi e dal cd. “Gruppo Bottone” (come amavano definirsi essi stessi telefonicamente allorchè, tanto ma proprio tanto, interloquivano con l’ìmprenditore bancarottiere che ne coordinava le azioni)“.
La storia vera di Pagani è, invece e solo, “quella che si legge negli atti e nei fatti documentati” che raccontano come un Sindaco coraggioso e perbene si fosse opposto ad “ uno pseudo imprenditore bancarottiere, roso dalla necessità di salvare le sue proprietà dagli aggressivi creditori e desideroso di vendetta per non riuscire a realizzare i propri truffaldini obiettivi, aveva saputo ben coniugare i suoi interessi con quelli del Gruppo Bottone che, beneficiati con assunzioni di figli – moglie e nipoti, si erano pienamente consegnati nelle sue mani piegando ai suoi interessi le Istituzioni”.

Signor Presidente,
la storia del Mondo insegna che i comportamenti “beceri e bugiardi” alla lunga vengono smascherati e gli autori di essi chiamati a rispondere, oltre che nelle aule giudiziarie, anche pubblicamente se rivestono ruoli istituzionali e sono obbligati a farlo “non con chiacchiere” ma con atti concreti ed efficaci anche se costano umiliazioni.
Lei ed il Sindaco avete già perso un’occasione perché tanti cittadini di Pagani, ingenui come me, nella tardissima serata del 3 Ottobre 2017, hanno pensato per un attimo che avreste, l’indomani e nelle rispettive qualità, pubblicamente ed istituzionalmente esternato – ovviamente recitando un ruolo costretto solo per obbligata circostanza – una parola, una frase tesa ad affermare urbi et orbi che Pagani non è città di camorra e che era finalmente stato dimostrato che quello che si era scritto e detto in sei lunghi anni non era vero come tanto hanno codificato “TRE tribunali, in diversa composizione, di questa Repubblica Democratica”. Ingenui ed inguaribili ottimisti, Noi riportati subito alla cruda e nuda realtà dei fatti che raccontano che tanto non potevate fare sia perché per Lei ed il Sindaco il 03 Ottobre non è stato affatto un giorno felice ma forse il più drammatico della Vostra vita pubblica, sia perché non siete immuni dalle falsità e dalle dichiarazioni create ad arte che tali drammi hanno causato “ai vostri nemici” permettendovi, di contro, di conquistare “ i ruoli attualmente ricoperti”.

Purtroppo però, per Lei ed il Sindaco e piaccia o non piaccia, dal 4 Ottobre la storia della città è cambiata, i mistificatori ed i bugiardi sono stati definitivamente smascherati ed ora è possibile consegnarli – nudi nella loro cattiveria che non ha limiti né confini – al giudizio della città e della storia umana. Tanto deve farlo il Consiglio Comunale di Pagani – da Lei immeritatamente presieduto e voluto in quel ruolo dai “complottisti” – che ora deve essere chiamato concretamente a discutere di quanto avvenuto e, soprattutto, deve assumere efficaci e pubbliche iniziative per “ordinare” al Sindaco ed alla Giunta di procedere all’attivazione delle ormai obbligate ed inderogabili “azioni risarcitorie” nei confronti dell’imprenditore loro amico Panico Amerigo e degli altri che lo hanno supportato e che siedono, anch’essi spudoratamente, oggi nelle Istituzioni e nell’apparato burocratico del Comune – come il l’Avvocato Serritiello Giuseppe e la Dott.ssa Ferraioli Rosa – protetti e garantiti dagli stessi con i quali hanno complottato.

Egregio Signor Presidente,
Io La comprendo perché so da sempre che Lei è esponente autorevole e professionista antico della “politica becera e bugiarda” e della “giustizia forcaiola (solo contro i nemici ovviamente)” che organizzò quella vergognosa marcia che si tenne il 17 Luglio 2011 e che attraversò – con soste per brindisi in Via Tortora e Via Mazzini – la città di Pagani a sole ventiquattro ore dagli arresti e senza nemmeno sapere perché essi erano stati disposti. Ma si sa che, per quelli come Lei e come quei rappresentanti istituzionali di allora del PD e della CGIL tanto sfrantummati quanto piccoli uomini, non era importante sapere, capire ma era necessario ed utilitaristico solo fare in fretta, approfittare della confusione che quegli eventi drammatici avevano creato nell’opinione pubblica, gridare ai quattro venti che il nemico – che vi aveva letteralmente distrutto in tutte le competizioni elettorali in cui era stato vostro avversario – era stato “eliminato fisicamente e pscicologicamente” e forse “definitivamente”. Sciacalli senza limiti e senza confini che oggi, come sempre accade quando si è piccoli – poveri e stolti uomini, non hanno avuto – e non avranno mai perché uomini si nasce – nemmeno la dignità di vergognarsi e chiedere scusa preferendo celarsi dietro la classifica e desueta frase “il nostro è stato solo un giudizio politico”.

Nonostante , quindi, io sappia bene chi è Lei e quanto mistificatore e distruttivo è stato, e lo è oggi ancora di più, per questo Paese non posso né giustificarLa né tollerare il Suo silenzio assordante perché io sono anche consigliere comunale in carica per la prima volta nella mia vita ma, soprattutto, sono una persona che da semplice “staffista del Sindaco” è stata costretta “ a pagare sulla propria pelle le bugie e le cattiverie di un imprenditore bancarottiere e del Gruppo Bottone che, piegando le istituzioni ai loro piccoli interessi di famiglia e di ambizioni personali, con lui brigavano ed operavano per abbattere il nemico e chiunque lo collaborasse” fosse anche uno staffista.
Per sei lunghi anni mi sono dovuta difendere da “accuse tanto gravi ed infamanti quanto assolutamente incomprensibili”, ho dovuto sostenere un lungo percorso “per uscire fuori dal baratro”, sono stata costretta a sacrificare “affetti e prospettive future di lavoro perché indagata per fatti di camorra e/o ad essa connessi”, ho dovuto faticare per reprimere “la rabbia aggressiva che mi prendeva quando più volte sono stata costretta a leggere SIT e dichiarazioni testimoniali di piccoli e poveri uomini che già allora mentivano spudoratamente sapendo di mentire e sapendo di far del male gratuito a persone innocenti”.

Da mesi, e da consigliere comunale, sono stata costretta ad ascoltare nell’aula consiliare “spudorate e vergognose affermazioni”, propalate sapendo di mentire, provenienti da Lei – dal Sindaco e da piccoli consiglieri che “come componenti dell’allora gruppo Bottone” si sono distinti solo per aver piegato le Istituzioni agli interessi dell’imprenditore bancarottiere che ne coordinava le azioni finalizzate ad abbattere l’unico vero ostacolo che si frapponeva “al loro desiderio di una vita: conquistare la città e trasformarsi così da ombre vaganti in protagonisti”. Piccoli uomini ed insignificanti consiglieri che OGGI sono ancora spudoratamente capaci di essere cattivi, falsi e bugiardi e che parlano senza mostrare segni di vergogna alcuna.

Signor Presidente,
nulla e nessuno potrà consentirLe, stavolta, di far finta di nulla ma dovrà obbligatoriamente convocare il Consiglio Comunale su questo tema perché la città deve sapere TUTTO e deve sapere che dal Luglio 2014 è governata da quel Gruppo Bottone che, nel 2011, brigava e complottava con l’imprenditore Panico per determinare l’abbattimento dell’unico ostacolo “alla loro ambizione di conquistare il Palazzo” e che hanno determinato lo scioglimento del Consiglio Comunale ed il Commissariamento del territorio. Nonostante Lei sia parte in causa in queste vicende, essendo anche colui che ha avuto l’ardire di affermare che dal 2014 la città di Pagani aveva un Sindaco capace di dissociarsi dai periodi bui del passato (sic!!!), è moralmente e politicamente obbligato ad inserire al primo punto all’ordine del giorno “la discussione su quanto è avvenuto” e “le azioni giudiziarie da intraprendere contro l’imprenditore Panico e quanti allora lo hanno sostenuto nel raggiungimento di quello che era un loro comune obiettivo”.

Tanto è dovuto alla Città di Pagani, che deve gridare al Mondo intero di non essere città di Camorra e di aver ingiustamente subito uno sfregio che l’ha penalizzata fortemente, ed è dovuto agli ex Amministratori della città che, per scelleratezze di stolti e cattivi uomini, hanno subito drammi inenarrabili e mortificazioni morali incancellabili che chi è “farabutto nel DNA” non potrà mai capire.

Alberico Gambino, Giovanni De Palma, Massimo Quaratino, Giuseppe Santilli, Giovani Pandolfi Elettrico e in misura minore Anna Rosa Sessa, sono i nomi che renderanno agitati i sonni Suoi e di altri nelle settimane a venire e corrispondono ai “volti umani di uomini e donne onesti/e” che OGGI aspettano, soprattutto da Lei e dal Sindaco, scuse ufficiali rese nella massima Assise elettiva simbolo di uno scioglimento ingiusto e determinato da un bancarottiere e da parte dell’attuale maggioranza e a cui Lei non è estraneo.

La città intera, invece, aspetta che abbiate la dignità di dimettervi e di chiederLe scusa e di collocarvi SENZA GLORIA ma CON INFAMIA in quell’oblio che fortunatamente prima o poi avvolge anche le storie drammatiche perché la vita continua e l’importante ORA è che “SIAMO ANCORA QUA E SIAMO IN PIEDI FIERI ED ORGOGLIOSI DI QUELLO CHE ABBIAMO FATTO”, nonostante i prezzi che, ognuno ed in misura diversa, abbiamo pagato, perché “ NOI non rinneghiamo nulla del nostro passato e della nostra storia”.