Le finestre di Michele. La solitudine dei sindaci e i problemi del territorio

Fare il Sindaco è oggettivamente complicato. Il Sindaco è quotidianamente in prima linea ed è il primo e spesso unico riferimento istituzionale per i cittadini, che difficilmente riescono a rapportarsi in maniera diretta ad altri organi politici, per non discutere dei parlamentari oramai privi di legami reali con il territorio.

In questi giorni le vicende delle frane e delle colate di fango nei comuni dell’agro nocerino (Angri, Nocera Superiore, Roccapiemonte) e della costiera amalfitana (Positano) solo per citare i casi più eclatanti hanno riproposto in maniera forte, per fortuna senza vittime, le difficoltà nella gestione del territorio, la mancanza di prevenzione e la sostanziale solitudine dei Sindaci nel dover affrontare emergenze così complesse.

Diciamo la verità, pressati da eventi atmosferici, peraltro nemmeno epocali, con conseguenze tuttavia serie, i primi cittadini si trovano da soli, spesso anche nel cuore della notte, a dover prendere decisioni su cosa fare per salvaguardare anzitutto le vite umane dopo aver valutato i pericoli che corrono le comunità. E dopo aver preso le decisioni o mentre le si prendono, devono tentare di operare con i pochi dipendenti comunali disponibili (qualche tecnico, vigile ed operaio) e qualche volontario, che oggettivamente oltre alla buona volontà ed alle minime attività poco possono contro i disastri naturali.

Prendiamo le colate di fango e detriti, frutto della mancanza di manutenzione e sicuramente anche dello scempio degli incendi boschivi di questa estate.
Ciò che si è verificato è solo un avvertimento e potrebbero esserci situazioni anche peggiori in futuro. Rispetto a ciò cosa può fare un Sindaco se lasciato solo dalla Protezione Civile Regionale, Nazionale etc. soprattutto quando si paventa l’emergenza? Ordinare lo sgombero di una parte del paese? Controllare che venga rispettata l’Ordinanza? Trovare adeguate sistemazioni? Affrontare le spese che si generano avendo attenzione in ogni caso alle procedure per evitare responsabilità erariali ed anche di altro profilo? Tutto ciò dovrebbe fare sulla carta ed encomiabilmente tenta anche di farlo.

In un quadro di tale drammaticità, per fortuna senza vittime come dicevamo innanzi, capita di sentir dire dai vertici regionali che la colpa sarebbe dei cittadini che gettano rifiuti sulle colline e nei valloni ostruendo le vie di deflusso delle acque e favorendo il dissesto. Ora va chiarito che sicuramente ci sono comportamenti incivili, tuttavia non si può ritenere che i disastri di questi giorni e quelli che, purtroppo, senza voler fare gli uccelli del malaugurio, si verificheranno, siano solo frutto della mancanza di senso civico di chi abbandona rifiuti in giro. Semplicistico e fuorviante.

Dalle emergenze straordinarie alle emergenze ordinarie il passo è breve. Oramai ad ogni bollettino meteo di pioggia i Sindaci sono presi da dubbi amletici, se chiudere o meno le scuole, ed in questa situazione vale il vecchio detto “come fai fai sbagli”. Se le chiudi ci sarà sempre qualcuno che il giorno dopo dirà “avete visto che non è successo niente di particolare, si poteva benissimo tenerle aperte”, viceversa se non le chiudi ci saranno quelli che, magari invocando i provvedimenti presi dal Sindaco del Comune vicino, grideranno alla mancanza di prudenza ed alla sottovalutazione dei gravi pericoli.

Ed allora sia consentito spezzare una lancia in favore dei Sindaci, tutti, che tranne casi sporadici ed isolati, nelle emergenze cercano di fare del loro meglio con i pochi mezzi a disposizione e nella sostanziale solitudine. In Italia occorrerebbe ripristinare innanzitutto una cosa, il buon senso, ed una volta tanto non diamo le colpe solo ai politici. Cosa se non il buon senso sarebbe necessario per evitare il caos generato da una sentenza che ha condannato preside e professore perché un quattordicenne, è stato travolto da uno scuolabus, all’uscita della scuola media senza essere affidato ai genitori. Occorre buon senso, anche nell’individuare eventuali responsabilità nel caso di eventi che è facile attribuire in primis e spesso esclusivamente ai sindaci e non a chi deve mettere in sicurezza il territorio a partire dallo Stato e dalla Regione. Che forse, in certe circostanze, questo si dovrebbero imporre certe scelte programmatiche e di pianificazione in maniera più convinta e cogente, nell’interesse generale, aldilà delle ragioni del singolo campanile.
Questo tuttavia è un altro discorso. E qui forse, alcuni Sindaci e comunità dovrebbero comportarsi con maggior senso di responsabilità.

Ingegnere Michele Russo