Biblioteca all’Auditorium: “Una Pagani Migliore” promuove petizione

L’associazione “Una Pagani migliore” cintende promuovere nei prossimi giorni, presso la propria sede sita in via Zito n° 44, una raccolta firme rivolta al sindaco del Comune di Pagani, per ottenere l’istituzione di una biblioteca comunale presso uno dei locali dell’auditorium Sant’Alfonso Maria De’ Liguori .

“Il nostro gruppo, che da sempre si impegna nell’organizzazione di attività sociali e culturali e a supporto degli indigenti della città, crede che sia doveroso mettere a disposizione della città, ed in particolar modo dei giovani, uno spazio in cui si respiri cultura, in cui si possano trascorrere delle ore piacevoli per leggere un buon libro e in cui si possa studiare senza dover necessariamente raggiungere le aule studio messe a disposizione dalle università – si legge nella nota a firma di Gaetano Cesarano -. Crediamo che l’istituzione di una biblioteca comunale rappresenti una grande opportunità anche per raccogliere, conservare e soprattutto utilizzare i tanti libri di proprietà comunale. I giovani di Pagani hanno bisogno di strutture che fungano da punto di riferimento, di strumenti che permettano loro di sviluppare al massimo le proprie capacità in maniera agevole, senza doversi spostare nei comuni limitrofi. Domenica saremo in piazza Sant’Alfonso dalle 10.30 alle 13.00, per raccogliere le 600 firme necessarie per far sì che la nostra petizione possa essere discussa in consiglio comunale. Invitiamo la cittadinanza a partecipare l”.

Di seguito il testo della petizione :

Raccolta firme per petizione rivolta al Sindaco p.t. del Comune di Pagani avente ad oggetto: “Istituire una Biblioteca Comunale presso uno dei locali dell’auditorium cittadino , per raccogliere, conservare e rendere disponibili libri di proprietà comunale , libri eterogenei, tutti i testi relativi alla storia ed all’attività del territorio paganese, per avere una sala di lettura, una sala per studiare, un centro informativo del comune, considerando anche la possibilità di darla in gestione attraverso la stipula di un patto di collaborazione tra l’Ente ed il cittadino, singolo o associato, a prescindere dalla natura imprenditoriale o a vocazione sociale”.