Angri. Va in scena la commedia “Le presento i miei”.

Ritorna la commedia comica sul palco del Piccolo Teatro della Pinacoteca di Castello Doria. Sabato 17 febbraio alle ore 20, la comicità degli attori della Compagnia teatrale “La Proposta” di Altavilla Silentina andrà in scena con la commedia in due atti di Alfredo Crisci, dal titolo “Le presento i miei”.

Ancora un appuntamento con l’arte del Teatro e la comicità delle compagnie amatoriali che stanno animando, dallo scorso mese di novembre, il tabellone della rassegna organizzata dall’assessorato alla Cultura retto dal dott. Giuseppe D’Ambrosio. Sul palco del Piccolo Teatro della Pinacoteca andrà in scena una commedia che si svolgerà in due ambienti scenici, uno raffigurante l’appartamentino bizzarro della coppia di protagonisti e l’altro che rappresenta il teatro-cabaret per soli gay dove i due gestori si esibiscono. La compagnia ha voluto dare vita ad un testo attuale, dai risvolti sociali, spumeggiante e pieno di verve comica.

“Continuano gli appuntamenti con la comicità nell’ Arte teatrale. Questa settimana spazio alla qualità di una compagnia e dei suoi attori, che affrontano in chiave comica un tema di importanza sociale. In un momento storico molto delicato dove si sta intravedendo una minima un’apertura sociale verso il riconoscimento delle coppie di fatto anche attraverso leggi governative, arriva anche un contributo morale e civile ad una società che sta cambiando abbattendole barriere sociali costruite nel tempo, che la Compagnia ha voluto portare in scena. Non mancheranno le risate che renderanno particolare la serata che trascorreremo insieme al Castello”, dichiara l’assessore Giuseppe D’Ambrosio.

“Le Presento i miei”

I due protagonisti, Gianni e Lulù, sono proprietari e gestori di un teatro-cabaret per soli omosessuali denominato “La gabbia dei gay”. Gianni ha una figlia di 20 anni, Magghie, avuta da una storia di sesso con Sonia, escort di lusso. La ragazza abbandonata da quest’ultima è stata cresciuta dalla coppia omosessuale. Durante una vacanza studio a Parigi si innamora di Andrea, figlio di Saverio, politico leghista che sta combattendo in parlamento la sua battaglia contro le coppie di fatto omosessuali. I due decidono di sposarsi e per l’occasione, come è giusto che sia, le due famiglie si dovranno incontrare.

Cosa succederà? Lo vedremo insieme. Certo è che l’arrivo del futuro suocero sconvolgerà non poco il tranquillo menage della coppia. La commedia si svolge in due ambienti scenici, uno raffigurante l’appartamentino bizzarro della coppia di protagonisti e l’altro che rappresenta il teatro-cabaret per soli gay dove i due gestori si esibiscono. Si è voluto dare vita ad un testo attuale, dai risvolti sociali, spumeggiante e pieno di verve comica.

E’ un’ adorabile commedia che esalta il gusto dell’eccentrico e penetra con molta sensibilità nel mondo dei “diversi”, non soltanto per trarne motivo di divertimento in modo accattivante e mai volgare, ma anche per mostrare come quest’ultimi vivano umanissimi drammi e tormenti affini a quelli di una qualsiasi persona etero.

In un momento storico molto delicato dove non esiste un’apertura sociale verso l’accettazione delle persone omosessuali e soprattutto dove è appena avvenuto il riconoscimento delle coppie di fatto anche attraverso leggi governative, dobbiamo sentire di dare il nostro contributo morale e civile che deve essere frutto di una società che cambia e non resta, per fortuna, ancorata agli albori dell’umanità.

Il lavoro di cui ho curato l’adattamento e la riscrittura termina con un’acuta riflessione di Lulù: l’amore, quello vero, quello che ci governa e che ritroviamo in tutte le nostre azioni, non ha distinzione di sorta, né riserve. Per ognuno di noi si manifesta allo stesso modo ed è soprattutto unico e senza surrogati.