Pagani. Recupero del centro storico e commercio, le proposte di Donato e Greco

Centro storico e commercio,o consiglieri comunali de La Città che Vogliamo, Antonio Donato e Rita Greco, lanciano proposte all’amministrazione Bottone.
Di seguito il testo della mozione:

”In piena recessione economica gli unici discorsi che gli italiani si sentono ormai da troppo tempo ripetere dai politici sono le solite ed insignificanti parole mirate a giustificare, senza mai accennare a soluzioni, la paralizzante CRISI quale effetto di un incontrollato. aumento della spesa pubblica, piuttosto che dai minori trasferimenti di risorse dallo Stato alle regioni/comuni o di un chissà come, aumento della pressione fiscale con conseguente riduzione dei consumi ect.

Pertanto, partendo dall’analisi di un piccolo centro della Campania si è tentato di comprendere quali siano stati i fattori che hanno contribuito a determinare il fenomeno della dispersione insediativa e dunque dell’abbandono dei centri storici, conseguenza anch’essa di impoverimento dei sistemi economici locali.
In tale direzione molti paesi europei, e non solo, hanno messo in atto politiche per il recupero dei centri storici e per il miglioramento della loro vivibilità, finalizzati: alla dotazione di strumenti finanziari volti al sostegno e al miglioramento dell’attrattività dei centri urbani; all’introduzione di linee guida per l’Housing quale obiettivo principale per il miglioramento dell’accessibilità e dell’offerta di abitazioni per tutte le comunità; alla formulazione di strategie per lo sviluppo di un Piano di Gestione Integrato del patrimonio culturale.

La modernizzazione del sistema distributivo italiano avvenuta nel corso dell’ultimo decennio pone con ancor più forza che nel passato, il problema dei “centri storici” e del ruolo che il settore commerciale può giocare in un processo di valorizzazione e sviluppo degli stessi. Nel contesto urbano il centro storico assolve ad una funzione fondamentale di identificazione sociale, di riconoscimento di una data collettività con la sua storia.
E’ una funzione che l’offerta commerciale contribuisce in modo sostanziale a tenere viva, costituendo un motivo assai rilevante di frequentazione del centro: la presenza di un’articolata offerta di servizi risulta, infatti, una condizione essenziale per mantenere in vita un elemento a cui vengono riconosciute importanti valenze positive. Infatti il settore della distribuzione al dettaglio si contraddistingue, come noto, per una tendenza alla concentrazione fisica dell’offerta commerciale, che si determina in modo spontaneo in aree che presentano condizioni di accessibilità privilegiate, di norma costituite dal centro storico e/o da alcune vie commerciali, o in modo pianificato in insediamenti extra-urbani (centri commerciali), che realizzano sotto una “unica regia” ciò a cui le concentrazioni spontanee pervengono attraverso il sommarsi di decisioni di singoli imprenditori.
RITENUTO CHE
una soluzione operativa, quale piano di intervento predisposto dal comune, per la gestione e la valorizzazione del nostro centro storico e per arrestare la desertificazione di molte strade potrebbe essere la seguente:

1. Favorire tutte le attività di marketing e le iniziative promozionali che, migliorandone l’immagine complessiva, possono rafforzare l’attrattività del centro storico come luogo piacevole da visitare e da frequentare;

2. Valorizzare l’area del centro storico come asset per i residenti, per gli operatori privati;

3. Migliorare l’offerta complessiva dei servizi del centro storico;

4. istituire «zone a burocrazia semplificata o zero», limitatamente per le vie Lamia ,Marrazzo,Malet,Amendola ecc;

5. Incentivare gli sforzi degli operatori privati e della comunità locale attraverso un utilizzo più efficiente delle risorse, a sua volta seguite da un più “generoso e responsabile” approccio alla risoluzione dei problemi al fine di favorire quel clima di comune entusiasmo e “voglia di fare” che deve alimentare le imprese presenti nel territorio;

6. Approvare un regolamento attuativo o atti di indirizzo a sostegno delle attività commerciali già avviate o da avviare, mediante politiche fiscali a favore di iniziative come “zero tasse al Commercio” [ niente Tosap, niente IMU o T.I.A./Tares ect. ] o “affitti abbordabili e detassazione degli stessi”, perché «quando si spegne un’insegna, è un pezzo di città che muore».

CONSIDERATO ALTRESI’

che su detti aspetti le istituzioni comunali potrebbero fare molto e la nostra Pagani , oggi fortemente penalizzata dalla crisi economica, ne godrebbe solo in termini di vantaggi. Ad oggi invece, quello a cui assistiamo sono gli effetti di processi giustificati dall’ideologia di uno «sviluppo» che oltre a lasciare macerie urbane ha anche svuotato le casse delle amministrazioni comunali. Ciò che resta della comunità paganese è l’idea di una città “saccheggiata e oggi desertificata” dietro lo scherma dello sviluppo con un Bilancio che peserà inevitabilmente sulle spalle delle future generazioni. La sfida per la ripresa economica passa dunque, a nostro avviso, per le CITTA’ attraverso l’incentivazione di politiche a sostegno del welfare urbano [es.:Programmi di Riqualificazione Urbana di cui alla legge n° 179 del 1992] supportato da coraggiose e forti strategie atte a porre un freno all’espansione e al fenomeno del consumo dei suoli.

TUTTO CIO’ PREMESSO il Consiglio Comunale impegna l’Amministrazione a porre in essere tutti i Provvedimenti dalla stessa ritenuti necessari finalizzati e atti a favorire l’attuazione di quanto in epigrafe riportato con strategie e/o risorse compatibili con le reali e vere esigenze locali e dell’intero territorio a promuovere con il sostegno della Regione un progetto denominato “Rigenerazione P LAB”, che si dovrebbe articolare in tre linee di sviluppo, una delle quali prende il nome di Pagani Laboratorio dedicata alla rigenerazione commerciale e urbana di una delle parti più significative del centro storico negli ultimi anni al centro di fenomeni di rarefazione della rete commerciale. ( un laboratorio di sperimentazione per costruire nuovi modelli di riuso e condivisione degli spazi cittadini, attraverso la riapertura temporanea (tre mesi) dei NEGOZI sfitti ,che verranno animati da attività imprenditoriali, commerciali, artigianali di servizio e professionali selezionate attraverso una call for ideas (manifestazione di interessi) innescando un processo che può diventare il punto di partenza di una strategia di lungo periodo, attuando “una nuova generazione” di politiche locali, caratterizzate da un approccio integrato e trasversale, innovativo e proattivo, capace di promuovere iniziative di contrasto dell’insicurezza agendo su un insieme di aspetti ampio ed eterogeneo”