Ciclofficina Solidale. Una giornata per promuovere bici e stili di vita alternativa

Una giornata in piazza per promuovere uso della bici e stili di vita compatibili con il rispetto dell’ambiente. Laboratori di riciclo, bici alimentate da generatori a pedale, recupero e ripristino di biciclette in disuso per un servizio sperimentale di bike sharing. E solidarietà e integrazione e attività ai laboratori parteciperanno i ragazzi richiedenti asilo ospiti nelle comunità locali che da tempo frequentano la Ciclofficina Solidale. Domani 30 maggio alle ore 9.30 e per l’ intera giornata presso Piazza Ettore Imperio di Mercato S. Severino (Sa) per un nuovo appuntamento per le attività della Ciclofficina Solidale il progetto promosso da Fondazione Casamica onlus, Adiconsum Salerno e Legambiente Campania con il sostegno della Fondazione con il Sud e il patrocinio del Comune di Mercato S. Severino.

Durante la giornata i più giovani verranno sensibilizzati sull’importanza di imparare a fare un uso più consapevole dell’energia elettrica: le bici generatori di energia, utilizzate per i laboratori, sono biciclette alla cui ruota posteriore è stato applicato un generatore di corrente. La forza cinetica prodotta dalla pedalata viene trasmessa al generatore e, come in una dinamo, le bici generatori producono energia elettrica pulita mediante l’energia meccanica. Inoltre saranno organizzati laboratori di riCICLO creativo, mettendo a nuovo copertoni di biciclette e camere d’aria

Nel pomeriggio si proseguirà con le attività ai laboratori parteciperanno i ragazzi richiedenti asilo ospiti nelle comunità locali che frequentano la Ciclofficina Solidale, sarà l’occasione per lanciare da la petizione europea “Welcoming Europe. Per un’Europa che accoglie” un milione di firme per creare passaggi sicuri e decriminalizzare la solidarietà. Di fronte ai fallimenti e alle enormi difficoltà dei governi nazionali nella gestione dei flussi migratori, i cittadini europei chiedono alla Commissione europea di agire, rivedendo la normativa, perché credono in un’Europa che accoglie e tutela i diritti umani.