Condoni edilizi congelati. Emergenza nel vesuviano

Diciotto città in cui sono censiti 40.000 abusi edilizi. Tanti quante sono le richieste di condono che da decenni restano negli archivi degli uffici pubblici. Una potenziale “bomba” sociale.

Condoni edilizi congelati. 18 comuni del vesuviano in emergenza. Da Terzigno a Ercolano, i i primi cittadini dovranno trovare una soluzione dopo lo stop alla legge regionale salva-abusi. Servono i fondi per gli abbattimenti ma urge dare risposte anche alle richieste di sanatoria di 30 anni fa.

Circa 40mila famiglie sono interessate dalla sentenza con la quale la Corte Costituzionale ha bocciato, in maniera improcrastinabile, il condono fai da te approvato dalla Regione Campania. A meno di un mese dalla sentenza, la questione degli abusi “insanabili” torna sulle scrivanie dei sindaci. L’epicentro della questione nell’area a monte del Vesuvio. La cosiddetta zona rossa che comprende 18 Comuni.

Diciotto città in cui sono censiti 40.000 abusi edilizi. Tanti quante sono le richieste di condono che da decenni restano ammassate negli archivi degli uffici pubblici. Una potenziale “bomba” sociale – come scrive Metropolis – pronta a esplodere nelle mani degli amministra­ tori locali.

A fine del 2016 i sindaci di 18 Comuni (Boscoreale, Boscotrecase, Cercola, Ercolano, Massa di Somma, Ottaviano, Polleria Trocchia, Pompei, Portici, Sant’Anastasia. San Giorgio a Cremano, San Sebastiano al Vesuvio, San Giuseppe Vesuviano, Somma Vesuviana, Terzigno, Torre Annunziata, Torre del Greco e Trecase) hanno firmato una lettera per chiedere alla Regione di accelerare le pratiche per la questione condoni.

Un trentennio di edificazione abusiva che si è sviluppata ai piedi del Vesuvio tra il 1960 e il 1990. Una delle città più esposte al fenomeno – sempre secondo quanto riporta il quotidiano Metropolis – è Terzigno con il record della più alta densità di abusi edilizi in Campania. Sono circa 3000 le richieste di sanatoria per una città di 18000 abitanti. Una pratica di condono aperta ogni 6 cittadini.