Il sindaco Ferraioli potrebbe essere sfiduciato nelle prossime ore. Una questione di numeri. Una sfiducia che arriva nel momento più foriero della sua azione amministrativa. Ferraioli ha dato il via ad una serie di improntati opere pubbliche: dalla riqualificazione dell’area Fondo Caiazzo con un centro sportivo, al recupero strutturale e del manto erboso dello Stadio Novi fino al prossimo recupero urbano dell’ex scuola di via Cervinia dove sarà realizzata un’area parcheggio e uno spazio verde.
Nei prossimi mesi oltre alla realizzazione della nuova area mercatale, nell’ex scalo merci delle ferrovie, il sindaco Ferraioli ha previsto altri significativi interventi sul territorio. In mezzo anche l’approvazione e l’entrata in vigore del PUC. Azioni che non avrebbero convinto gran parte degli alleati pronti a prendere le distanze dalla politica gestionale di Ferraioli. Nel campo delle ipotesi, nell’imminente summit delle opposizioni, che sembrano compatte, potrebbe essere proposta la raccolta di firme di dimissioni di massa per mandare anzi tempo a casa il sindaco Ferraioli. Su quell’atto notarile potrebbero esserci le firme dei suoi ex alleati e i veri cecchini di questa amministrazione che dovrebbe terminare il suo mandato nel 2020.
Quali sono gli interessi che hanno portato a questa rapida e drammatica evoluzione? Di tipo politico o progettuale? E’ incontrovertibile che un ulteriore stop dell’azione amministrativa, lasciata nelle mani del commissario prefettizio, oltre a pesare economicamente sui bilanci delle famiglie angresi, potrebbe dare il colpo definitivo al ridisegno della città dopo un decennio di alti e bassi. Tra i potenziali firmatari ci potrebbero essere dei recidivi. Coloro che contribuirono alla fine anticipata dei sindacati La Mura nel 2006 e Mazzola nel 2009. Brutte pagine per la città.























