Angri. Invettive in consiglio comunale. E’ dibattito

Affondi e invettive si sono sostituite a programmazione, gestione e proposta. Si agisce in random, già da qualche decennio. Brutte scene si sono registrate in consiglio comunale. Urla e recriminazioni, poche discussioni politiche

I temi del consiglio comunale. Litigi e accuse. Pozzi avvelenati e incontrollato livore che inaspriscono anche il clima fuori dalla Casa del Cittadino. Da anni non si riesce a trovare un equilibrio e una pace sociale ma solo dualismi e contrapposizioni. Litigi e schermaglie, appunto, che sfociano in parole che posso avere un peso devastante anche nel futuro prossimo di chi governerà. Parole che sono macigni e puntano ad uccidere le nuove leve. Manca il senso della programmazione e del rispetto dell’individuo. Manca e scarseggia la qualità.

Affondi e invettive si sono sostituite a programmazione, gestione e proposta. Si agisce in random, già da qualche decennio. Brutte scene si sono registrate in consiglio comunale. Urla e recriminazioni, poche discussioni politiche. Litigi sempre “per qualcosa” di personale. Spiacevole l’alterco tra il navigato ex sindaco Mauri e il giovane Peppe Del Sorbo da poco in consiglio.

Del Sorbo è stato apostrofato in maniera pesante dal vivace ex primo cittadino Mauri, come lui stesso ha scritto a mezzo social, tant’è che il gruppo consiliare Lega, con una nota ha voluto sostenere “e incoraggiare il consigliere Del Sorbo, a perseverare nel compito a lui affidato, con l’onestà e il coraggio che da sempre lo contraddistinguono” e stigmatizzando “il comportamento dell’ex sindaco Pasquale Mauri che dall’alto della sua trentennale esperienza, dovrebbe essere di esempio per i giovani che si affacciano alla politica”. Aggiungendo che “Questo episodio può solo far riflettere su quanto sia avvelenato il clima politico in città su come si è pronti a infangare anche in malo modo chi non condivide il pensiero altrui”.

Episodi come questi qualche anno fa hanno determinato le scelte politiche degli elettori. La strada è ancora lunga per noi tutti, indistintamente.

Luciano Verdoliva