Sicurezza nei locali della movida in provincia di Salerno, l’allarme di Polichetti

“Un comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica sulle attività notturne dei locali a Cava de’ Tirreni”. A chiederlo al prefetto di Salerno è Mario Polichetti, delegato agli Enti locali per la Fials provinciale, alla luce degli ultimi controlli delle forze dell’ordine che hanno portato alla chiusura di alcune attività commerciali.

“La tragedia avvenuta in provincia di Ancona non è molto distante da noi”, ha detto. “Le ultime operazioni dei carabinieri a Cava de’ Tirreni raccontano di locali strapieni nonostante il limite che dovrebbe essere rispettato. Su questo la politica e gli uffici del Comune di Cava de’ Tirreni non possono più girare la testa e sacrificare la sicurezza solo per il bene dell’economia locale. Piangere vite umane non è accettabile e, seppur dopo una tragedia che poteva essere evitate, è doveroso fare qualcosa di concreto”.

Da qui, l’appello al prefetto: “Cava de’ Tirreni al momento rappresenta la capitale invernale della movida in provincia di Salerno. I suoi locali hanno scalzato quelli del capoluogo tra le preferenze dei giovani. I venerdì metelliani sono noti e basta guardare i social per rendersi conto di posti pieni zeppi di persone oltre il limite. Il prefetto convochi il sindaco Vincenzo Servalli e tutte le autorità competenti per discutere sul da farsi in vista delle prossime festività natalizie. Non si tratta di sciacallaggio o mero opportunismo, si chiama solo sicurezza”.

Un incontro che, secondo Polichetti, deve dare il via a una programmazione seria sull’argomento. “Ovviamente il problema non investe solo Cava de’ Tirreni, ma ogni città che può contare su locali notturni dove i giovani e non vanno a divertirsi. Quindi, tra estate e inverno, penso anche a Salerno, Pontecagnano Faiano, Vietri sul Mare, Amalfi, Maiori, Minori, Cetara, Camerota, Agropoli, Pollica Acciaroli, Centola Palinuro e tanti altri. Ultimamente ho letto di un’attività chiusa temporaneamente a San Valentino Torio perché non censita da 15 anni. La chiusura temporanea è avvenuta solo ora. Mi chiedo però dove sono state le istituzioni in questo lasso di tempo. Forse aspettavano la solita denuncia anonima prima di agire”.