Scafati. Concreto lo spettro del dissesto sul comune

L’ipotesi del default potrebbe rafforzarsi anche alla luce delle recenti pronunce della Corte di Cassazione

Scafati comune
Scafati comune

Si potrebbe configurare lo spettro del dissesto sul comune. L’ipotesi del default potrebbe rafforzarsi anche alla luce delle recenti pronunce della Corte di Cassazione. Lo dichiara Mario Santocchio, già assessore all’Urbanistica e consigliere comunale uscente di Fratelli D’Italia ad Adriano Falanga su Metropolis in edicola oggi: “La Sentenza della Corte Costituzionale numero 18 del 2019 ha dichiarato incostituzionale la norma della legge di stabilità del 2016 che consentiva agli enti locali in predissesto di ripianare i disavanzi nell’arco temporale di trent’anni e quindi ricorrere all’indebitamento per poter gestire la spesa corrente”.

La procedura era stata adottata anche dall’amministrazione comunale di Scafati, approvando il riaccertamento straordinario dei residui, che comportarono un disavanzo di amministrativo di natura tecnica di circa 26 milioni di euro. Semplificando, la legge imponeva agli enti locali una ricognizione generale dei debiti e crediti, tra esigibili e quelli che on lo sono più, e l’eventuale disavanzo risultante poteva essere spalmato in rate annuali pagabili in trent’anni.

La delibera fu adottata dal consiglio comunale a giugno del 2015, prevedendo un ripianamento dei 26 milioni di euro in 30 anni tramite quote annuali, da riportare su ogni bilancio annuale, di quasi 650mila euro, garantendo la piena copertura entro l’esercizio finanziario 2044. Quella somma è del tutto indipendente dal disavanzo di amministrazione di 33 milioni di euro del 2016, che ha comportato l’attuale piano di riequilibrio decennale. In sintesi, scrive Metropolis, gli attuali 33 milioni di euro rischiano di aggiungersi ulteriori 26, con lo spettro del default assai concerto.

“Chi governerà Scafati dopo queste macerie dovrà affrontare la realtà e risolvere i problemi, a partire dai danni di questi anni – dice il segretario del Pd Michele Grimaldi – Per questo non si può parlare di dissesto a cuor leggero, come se non comportasse danni gravi all’economia e alla possibilità di programmazione e sviluppo della città. Occorrerà studiare con attenzione tutta la documentazione ed i conti, e decidere per il bene della città”. Stessa sensazione per Michele Raviotta. Attendisti sulle decisioni del prefetto Giorgio Manari anche gli esponenti del Polo Civico. Possibilisti sulla dichiarazione di dissesto anche gli attivisti del M5S. L’azione amministrativa della prossima giunta comunale partirà certamente da questi dati incontrovertibili.