Angri. Le dimissioni di Barba e il dilemma legato a Umberto Postiglione

Rumori popolari affermano che potrebbe scendere in campo a “furor di popolo” l’ex sindaco Umberto Postiglione, invocato più nei vicoli e ritrovi tradizionali che sui social

Caterina Barba e Umberto Postiglione
Caterina Barba e Umberto Postiglione

I nuovi scenari politici. Le dimissioni di Caterina Barba hanno aperto a una serie di ipotesi circa il futuro amministrativo della città. Lo scenario va oltre l’interpretazione di natura prettamente politica e questo prematuro addio all’esecutivo di Barba fa largo all’ipotesi di un progetto di lungo termine molto rumoreggiato negli ultimi tempi. Rumori popolari affermano che potrebbe scendere in campo a “furor di popolo” l’ex sindaco Umberto Postiglione, invocato più nei vicoli e ritrovi tradizionali che sui social.

L’idea che Barba, da sempre legata anche affettivamente all’anziano Prefetto, possa essere al suo fianco è cosa alquanto probabile. Le riserve saranno sciolte avanti nel tempo, ne sapremo qualcosa in più a primavera inoltrata quando Postiglione potrebbe sciogliere le sue decisioni circa una possibile discesa in campo in vista dell’appuntamento elettorale del 2020. A questo punto per Barba e Postiglione diventa indispensabile intercettare l’interesse della “seconda generazione”, quella dei giovani che non ha vissuto l’epos umbertino degli anni novanta e inizio duemila, raccontato da genitori, nonni e media e, particolarmente, dal contesto urbano dove persistono ancora i reperti di quel decennio. Strade, edifici, strutture e quant’altro portano ancora sbiadita e consequenziale la firma Postiglione – Avagnano, un connubio che oggi potrebbe rinsaldarsi anche se in altri tempi e modi.

Certo l’ingresso a gamba tesa di Postiglione nella vita cittadina sarebbe un vero sussulto sismico da valutare in termini di feedback ed eventuali danni conseguenti. Angri, dopotutto, per mutuare lo stesso Postiglione, è un “paese intelligente” e sa certamente valutare e scegliere come proseguire una vita normale nella “città dolente”.

Luciano Verdoliva