Il futuro dell’Agenzia per lo Sviluppo, l’ex Agroinvest è sempre più incerto

L’asta della Spa sembra non interessare nessuno. In organico alla società ancora una dozzina di dipendenti e due dirigenti

Agenzia per lo Sviluppo Territoriale Valle del Sarno _ Ex Agroinvest
Agenzia per lo Sviluppo Territoriale Valle del Sarno _ Ex Agroinvest

Il futuro dell’Agenzia per lo Sviluppo, l’ex Agoinvest è sempre più incerto. I comuni se la trascinano dietro come pesante zavorra. Dice il sindaco di Angri Cosimo Ferraioli: “Tecnicamente, siamo ancora dentro come tutti, perché nessuno vuole accollarsi le quote che i comuni cederebbero”. L’asta della Spa sembra non interessare nessuno. In organico alla società ancora una dozzina di dipendenti e due dirigenti. La questione ex Agroinvest ritorna alla ribalta dopo che la commissione straordinaria ha deciso di uscire dall’Agenzia per lo Sviluppo Territoriale della Valle Del Sarno, come riporta Metropolis questa mattina. Anche Scafati come Nocera Inferiore, Angri e Pagani pensa che restare tra i soci sia oramai inutile.

A Scafati c’è la volontà della stessa triade di creare presso Palazzo Mayer un apposito settore dedicato alla realizzazione dei Piani d’Insediamento Produttivi, dopo il mancato rinnovo della convenzione in essere da anni con l’ex Agroinvest. Nei tempi d’oro la STU ha realizzato i Pip di San Marzano sul Sarno, Sarno e Nocera Inferiore. Con l’avvento del governatore Enzo De Luca Agroinvest fu messa in liquidazione in favore dell’Agenzia per lo sviluppo Territoriale della Valle del Sarno, guidata da un amministratore unico. L’amministrazione Aliberti, prima dello scioglimento, non rinnovò la convenzione, decidendo nel 2015 di seguire in prima battuta l’iter per la realizzazione dei Pip in contrada Cappella, puntando di fatto su un finanziamento di circa 23 milioni di euro. Fu istituito un apposito settore. Inutilmente. I fondi non sono mai arrivati.

Con l’avvento della commissione straordinaria, scrive Falanga, lo stesso progetto è stato però ammesso a un finanziamento a stralcio per circa 7 milioni di euro. Ora il Comune di Scafati dovrà impedire che i fondi possano essere annullati, presentando un idoneo crono programma dei lavori alla Regione Campania. I tempi previsti dal bando non sono però compatibili con quelli del comune, in sott’organico e con un contenzioso di oltre 10 milioni di euro relativo alla vicenda espropri. L’ente deve strutturare un settore dedicato alla realizzazione del Pip e, possibilmente, un ufficio separato per la gestione dei contenziosi. I commissari a gennaio avevano chiesto alla Regione Campania, con esito positivo, l’interruzione del “termine perentorio” indicato nel bando dei 7 milioni di euro, presentando un crono programma dei lavori in linea con le esigenze dell’ente. Dopo avere pensato a personale esterno per la gestione tecnica del settore Pip, e per i contenziosi annessi, l’ente ha fatto istituire in seno all’Urbanistica “l’area Pip”.

L’Avvocatura fornirà supporto e assistenza legale mentre il settore Lavori Pubblici si affiancherà nella pianificazione tecnica. Una cabina di regia che rischia però d’ingolfarsi, considerata la cronica carenza di personale che attanaglia l’Ente, in difficoltà già per lo svolgimento del lavoro ordinario. Intanto l’ente si appresta a uscire definitivamente dall’Agenzia per lo sviluppo della valle del Sarno. L’Ufficio Finanze e Personale ha avuto l’ok dalla triade di avviare le procedure per un apposito bando dove cedere la quota societaria detenuta da Scafati. Si tratta del 13,65% del capitale sociale, pari a circa 25 mila euro. Sarà difficile liberarsi del “carrozzone”.