Angri. Si piegano i cipressi nel cimitero, mancano le cure

La desolazione tra le tombe dei viali del cimitero è marcata dai cipressi e tamerici piegati dai forti venti di questi giorni

Angri cipressi piegati al cimitero
Angri cipressi piegati al cimitero

Gran parte dei cipressi fiorentini sono piegati dalle intemperie e dalla mancata manutenzione. La desolazione tra le tombe dei viali del cimitero è marcata dai cipressi e tamerici piegati dai forti venti di questi giorni. Cipressi relativamente giovani piantati nel 2013 quando fecero da rimpiazzo a quelli storci in gran parte malati e abbattuti per “ragioni di scurezza dopo il violento aeromoto del 6 e 7 marzo 2013” si giustificherà l’amministrazione Mauri.

Al totale abbattimento, seguito anche da uno strascico giudiziario sullo smaltimento della legna, trecento alberi circa vennero piantati. Operazione che avvenuta dopo l’indizione di una gara con procedura a evidenza pubblica. Il bando di gara prevedeva la fornitura e la messa a dimora nel cimitero comunale di Angri di 300 alberi. Furono piantate due specie arboree dopo l’abbattimento dei vecchi cipressi. In origine furono piantate 50 tamerici e 250 giovani cipressi (cupressus sempervirens pyramidalis) alti due metri e mezzo, supportati da pali tutori.

L’assenza di una cura periodica del parco arboreo del cimitero, in gestione all’azienda speciale Angri Eco Servizi, ha fatto ricadere gran parte dei cipressi in uno stato di degrado. Qualche albero nel corso di questi anni colpito da malattie è seccato senza essere sostituito mente gli altri combattono con la loro rimanente elasticità contro i sempre più frequenti veti forti che stanno caratterizzando le stagioni. Questi alberi spesso restano piegati per lunghi periodi di tempo senza cure adeguate e in vista dei visitatori che poi manifestano l’indignazione anche a mezzo social. Dei vecchi cipressi abbattuti nel 2013 restano ancora molti tronchi mai sradicati che in alcune aree impediscono anche il passaggio pedonale tra i vari viali del camposanto. Una situazione ormai fuori da ogni controllo.

Luciano Verdoliva