Angri. Crisi politica è battaglia tra maggioranza e opposizione

Discussione, modi e tempi della mozione di sfiducia a Ferraioli. Si passa alla questione etica e morale e allo sdoganamento delle responsabilità. Un duello tra maggioranza e opposizione

Angri. Consiglio comunale opposizione 2019 ex MCM
Angri. Consiglio comunale opposizione 2019 ex MCM

Sul filo del voto. La mozione di sfiducia al sindaco Ferraioli, nel prossimo consiglio comunale potrebbe essere decisa dall’assenza o dalla presenza del consigliere Alfredo Pauciulo, assente in aula da tempo per problemi di salute. Un’assenza evidenziata dal gruppo consiliare della Lega nella loro ultima nota. Secondo i militanti del “Carroccio” leghista le eterogenee opposizioni vorrebbero approfittare di questa “vacatio” nei numeri per sfiduciare il sindaco Ferraioli e parlano di “cinico “calcolo” politico” ordito. Secca la risposta delle opposizioni affidata all’ennesima nota stampa. Le minoranze parlano di “sciacalli e speculatori sulla pelle di un collega di maggioranza”.

Insomma si passa alla questione etica e morale e allo sdoganamento delle responsabilità. “ Il gruppo leghista, invece di dare risposte politiche, la mette sul piano personale contro uno degli 11 consiglieri di minoranza e poi, accusando erroneamente e inopportunamente di “cinico calcolo politico” la minoranza consiliare, dimostra tutta la propria ignoranza e carenza di sensibilità violando la privacy di un collega di maggioranza mettendo in piazza la sua malattia” continua la nota.

“La presenza o assenza di un consigliere di maggioranza è assolutamente ininfluente ai fini dell’approvazione della mozione. Inoltre – prosegue la nota – tirare fuori i problemi di salute di un consigliere di maggioranza per attaccare la minoranza questo sì dimostra cinismo politico e voglia di strumentalizzare la situazione per far credere agli angresi che gli anti Ferraioli sono “brutti, sporchi e cattivi” mentre i leghisti sono “bravi e buonisti”. Pinocchio era un dilettante rispetto a costoro. Accusare poi la minoranza di avere sete di potere è veramente fuori luogo visto che quasi la metà dei suoi consiglieri era in maggioranza e successivamente è passata all’opposizione non certo per irrefrenabile sete di potere”. Una guerra di parole che lascia sul campo macerie per la città, ormai persa nel caos della crisi politica, a oltre un anno dal voto.
Luciano Verdoliva