Angri San Marzano. Area PIP Taurana, terra di nessuno

Le strade sono invase da rifiuti di ogni genere. Le aiuole della rotatoria abbandonate e invase da erbacce e rifiuti. Nessuno ormai si prende più cura della vasta area PIP di Taurana

Area Pip Taurana AgroInvest
Area Pip Taurana AgroInvest

Le strade sono invase da rifiuti di ogni genere. Le aiuole della rotatoria abbandonate e invase da erbacce e rifiuti. Nessuno ormai si prende più cura della vasta area PIP di Taurana che ricade proporzionalmente nei comuni di Angri, Sant’Egidio del Monte Albino e San Marzano sul Sarno. La società di trasformazione urbana angrese AgroInvest, oggi diventata l’Agenzia per lo Sviluppo del Sistema Territoriale della Valle del Sarno, con sede in Via Libroia a Nocera Inferiore, nel 2015, con la consegna dell’impianto di illuminazione dell’area industriale ai tre comuni ricadenti nel PIP, iniziò a scaricarsi delle competenze. Da circa quattro anni la zona è diventata terra di nessuno.

Gli imprenditori dell’area sono stati praticamente lasciati soli dai tre comuni ricadenti nell’area industriale realizzata tra il 2008 e il 2011. La zona priva di sorveglianza è diventata, nel tempo, ricettacolo di ogni genere di rifiuti, anche nocivi e pericolosi. La lite delle competenze tra i comuni ha prodotto un progressivo abbandono delle ampie strade che collegano i vari lotti assegnati tramite bando dalla STU nocerina nel corso degli anni. Un’area industriale al centro anche di molte controversie legali, dopo che la politica mettendo le mani sulla partecipata dei comuni dell’agro l’ha poi abbandonata al suo destino. L’area industriale sorge a ridosso del depuratore del medio Sarno. I lavori della sua realizzazione si sono protratti tra il 2008 e il 2011. Un PIP cantiere considerato ancora in fase di rifinitura che, con la consegna dell’impianto di pubblica illuminazione perfettamente funzionante, trasferito nelle competenze dei tre comuni avrebbero dovuto gestire, in maniera autonoma la manutenzione della rete e la pulizia degli oltre 54mila metri quadrati di strade che costeggiano i lotti industriali dell’area. Qualcuno, paradossalmente, sarebbe ancora in via di assegnazione.

Competenze specifiche, e non più condivise, dovevano permettere, almeno in teoria, di gestire meglio le tre zone di pertinenza dei tre comuni, e non soltanto circa la manutenzione della pubblica illuminazione, ma anche quella delle infrastrutture e della pulizia dell’intera area. Il progetto del PIP, va ricordato che venne sviluppato secondo gli indirizzi del Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia di Salerno, nel pieno rispetto di una pianificazione sostenibile ed eco-compatibile, allo scopo di avviare, all’interno di un territorio caratterizzato da anni da interventi disorganici ed avulsi dal contesto, una progressiva riduzione della pressione delle attività produttive sull’ambiente e riordinare l’offerta di spazi per le imprese. Una chimera.
Luciano Verdoliva