Angri. Stop alla demolizione MCM. Ecco le motivazioni

Area ex MCM. La Soprintendenza intima la sospensione temporanea delle opere di demolizione. Scelta che sembra sia stata dettata dal preservazione della memoria artistica e storica del luogo

Angri Area ex MCM stop demolizione
Angri Area ex MCM stop demolizione

Area ex MCM. La Soprintendenza intima la sospensione temporanea delle attività delle opere di demolizione degli immobili previste con la segnalazione certificata di inizio attività. Uno stop ritenuto tecnico. “La soprintendenza ritiene – si legge nel dispositivo protocollato anche al Comune di Angri – che sia indispensabile mantenere in alterato lo stato dei luoghi fino all’esame del progetto approvato per l’area e all’eventuale emissione del provvedimento al fine di evitare che si producano danni irreversibili a beni in oggetto, sui quali l’ufficio valuterà l’opportunità – nei tempi di legge – di apporre un vincolo e ordina quindi l’immediata sospensione dei lavori di demolizione e di compromissione della consistenza attuale degli immobili compresi nel complesso”.

Una scelta che sembra sia stata dettata dal preservazione della memoria artistica e storica del luogo. Il “grande capannone industriale centrale, per la Soprintendenza non ha “pregevole qualità architettonica oltre che non idoneo al recupero alle nuove funzioni” quindi può essere soggetto di demolizione ,“gli altri manufatti industriali sono considerati di pregio storico-architettonico resteranno di proprietà della società e saranno quindi esclusi dall’intervento. Considerato che come testimonianza storica della vecchia destinazione industriale dell’area si prevede di conservare unicamente la ciminiera dell’ particolarissima forma ottagonale, recentemente ristrutturato, che appare oggettivamente ben poco rispetto alla valenza architettonica delle arcate di una parte della fabbrica, che riecheggiano moduli costruttivi impiegati da Pierluigi Nervi; pur comprendendo che il recupero dell’aria industriale dell’ex MCM. – data anche la sua estrema vicinanza al centro di Angri -costituisce un’importante occasione di riqualificazione urbana e di miglioramento dell’atto d’azione di standard urbanistici si ritiene che tale obiettivo non possa essere raggiunto a prezzo del sacrificio di quella parte di testimonianze che rivestono un interesse particolarmente importante sia come esempio della tecnica di costruzione illuminazioni di grandi stabilimenti industriali, sia come riferimento alla memoria dell’attività industriale che in tali manufatti avuto luogo per decenni, con ripercussioni sulla vita della comunità di anni”.

La Soprintendenza sottolinea che nell’area “non insistono vincoli di tipo paesaggistico, che avrebbero potuto portare all’attenzione ipotesi di recupero, per cui al momento non sono noti i dettagli delle previsioni di progetto, non si sa quanti siano gli altri manufatti industriali considerati di pregio storico architettonico che verrebbero risparmiati dalle demolizioni. E, considerato altresì, che dà notizie riportate dai siti di informazione di pubblico accesso sarebbero già in corso attività di demolizione comporterebbe il rischio di perdere per sempre le testimonianze sopra evidenziate”.

La soprintendenza “ritiene che sia indispensabile mantenere in alterato lo stato dei luoghi fino all’esame del progetto approvato per l’area e all’eventuale emissione del provvedimento al fine di evitare che si producano danni irreversibili ai ben in oggetto, sui quali l’ufficio valuterà l’opportunità – nei tempi di legge – di apporre un vincolo con l’immediata sospensione dei lavori di demolizione e di compromissione della consistenza attuale degli immobili compresi nel complesso. La parte interessata potrà attraverso la trasmissione di atti, memorie ed osservazioni entro il termine di 30 giorni decorrenti dalla data di ricezione di fare tutte le sue osservazioni.

Luciano Verdoliva