San Valentino Torio. Sfiduciato Strianese

Il dato da sottolineare è che quattro degli otto consiglieri che hanno firmato la sfiducia sono suoi colleghi di partito

Il sindaco di San Valentino Torio Michele Strianese
Il sindaco di San Valentino Torio Michele Strianese

Seduta deserta anche in seconda convocazione: sfiduciato il sindaco di San Valentino Torio e presidente della Provincia Michele Strianese. La parola passa al Prefetto, che convocherà il consiglio per tentare l’ultima chance, altrimenti si torna alle urne nel piccolo comune dell’agro sarnese-nocerino e in provincia di Salerno. L’amministrazione Strianese finirebbe, con un anno di anticipo il suo mandato se dopo i venti giorni Strianese non recupera i suoi. A firmare la sfiducia 8 consiglieri comunali: Luigi De Vivo, Nunzio Giudice, Teresa Vastola, Massimiliano Russo, Zuottolo Raffaela, Ruggiero Armando, Longobardi Giuseppina e Caldieri Antonella. A questi si è aggiunto il presidente del consiglio comunale Pietro Vastola, figlio d’arte, che non si è presentato in aula dando il definitivo colpo di grazia al sindaco e presidente della provincia Michele Strianese. Strianese eletto quattro anni fa con appena 16 voti di vantaggio dal suo avversario Marco Amatrudo, già all’indomani del voto ha iniziato ad avere i primi problemi con la sua maggioranza, infatti, dopo appena un anno iniziò a perdere pezzi importanti che avevano determinato la sua vittoria: Giordano Alberto, poco dopo fu la volta di Teresa Vastola e Massimiano Russo, due volti storici della politica del piccolo comune dell’agro. A questi dopo qualche anno si è aggiunta la fuoriuscita dalla maggioranza di un altro tassello Caldiero Antonella. Una maggioranza che anno dopo anno si è ridotta e che il sindaco presidente non è stato capace di rimarginare le ferite, nonostante la sua elezione a presidente della provincia. Anzi, è forse proprio questa che ha rotto definitivamente gli equilibri nella già risicata maggioranza.

Il dato da sottolineare è che quattro degli otto consiglieri che hanno firmato la sfiducia sono suoi colleghi di partito: Vastola, De Vivo, Caldiero e Ruggiero sono tutt’ora componenti del Pd locale. Dunque, una punizione fatta in casa per il sindaco presidente che non è riuscito nemmeno ad assaporare il doppio incarico comune/provincia che subito è stato buttato giù dalla torre. Già ieri in prima convocazione il sindaco presidente si è rinchiuso nella sua stanza per prendere tempo e tentare l’ultima chance e l’ultimo appello ai suoi alleati, ma a nulla è servito nonostante una sua lettera di invito a votare responsabilmente il bilancio.

Ad arrivare a San Valentino Torio anche il segretario provinciale del Pd Luciano ma purtroppo nemmeno questa autorevole presenza è stata incisiva: l’era Strianese si conclude qui. Nelle ultime settimane a complicare il già critico momento della maggioranza Strianese, il caso San Valentino Servizio con la sfiducia al direttore Ettore De Vivo che ha scatenato un vero e proprio terremoto politico con le dimissioni del Cda della partecipata comunale e la consegna delle deleghe al cimitero e al ciclo integrato dei rifiuti del vicesindaco assessore Rosanna Ruggiero. Ma in effetti quello che ha dato il definitivo colpo di grazia è il figlio di Alfonso Vastola, Pietro, volto noto della politica della città degli innamorati.

“Prendiamo atto che la maggioranza politica nata dalle elezioni del maggio 2015 non esiste più. – spiegano i consiglieri di opposizione Teresa Vastola e Massimiliano Russo – Purtroppo il nostro Paese in questi 4 anni non è stato fortunato.
Abbiamo avuto in più occasioni diversità di vedute col Sindaco, che ben potevano essere ricomposte con un poco di buon senso e con un minimo di responsabilità. Purtroppo però la cocciutaggine del primo cittadino, che non ha mai voluto ascoltare me e la dott. ssa Vastola, ha prodotto -ahimè- scarsi risultati sia in termini politico-amministrativo che di miglioramento della vita per i cittadini del nostro territorio. Se il mandato elettorale di questa compagine amministrativa non arriva alla sua naturale conclusione si deve alla mancanza di dialogo, all’assenza di confronto e alla tracotanza di questa maggioranza (divenuta minoranza).
Dispiace che il Consiglio venga sciolto, perché in questi casi perdiamo tutti, ma il fallimento politico dell’amministrazione Strianese è sotto gli occhi di tutti. Fallimentare l’amministrazione Strianese. 4 anni di promesse, 4 anni di mancate realizzazioni 4 anni di inutilizzo di beni comunali (solo ad esempio palazzo Formosa e mercato ortofrutticolo abbandonati).
Non 1 posto di lavoro, non 1 azienda nata per merito della politica, anzi imprenditori andati via dal nostro territorio per assenza di prospettive e di futuro. E chi più ne ha, più ne metta. Ben vengano quindi muove elezioni e ben vengano forze nuove nella vita politica di questo Paese. Spero dunque che nasca un progetto politico nuovo, un progetto che possa entusiasmare i giovani di questa terra, perché noi di giovani abbiamo bisogno, di energie nuove e di forze fresche.
Lo spero vivamente perché credo, nonostante tutto, che questa terra meriti di più, molto di più di quanto prodotto da questa fallimentare compagine amministrativa”. Lo riporta Agro Punto News