Scafati. L’ospedale Mauro Scarlato è al collasso

Reparti accorpati e mai più divisi, straordinari alle stelle, ambulatori a rischio chiusura, personale sempre più ridotto

Scafati ospedale Scarlato
Scafati ospedale Scarlato

L’ospedale Scarlato rischia il collasso nei servizi offerti, compresa l’eccellenza del blocco Pneumologico. Lo scrive Metropolis. Reparti accorpati e mai più divisi, straordinari alle stelle, ambulatori a rischio chiusura, personale sempre più ridotto. A preoccupazioni sono stet manifestate dal professor Mario Polverino, capo dipartimento e responsabile del Polo Pneumologico e Fisiopatologia Respiratoria. “Il Polo ha perso negli ultimi anni 7 unità mediche e questo problema è stato ripetutamente posto all’attenzione al fine di non arrivare nella situazione in cui si è arrivati attualmente” scrive Polverino ai commissari straordinari dell’Asl Salerno, al capo del personale, ai vertici sanitario e amministrativo dottoressa Ciliberto del Dea Nocera/Pagani/Scafati e Alfonso Giordano, che è anche capo dipartimento ‘Ospedaliero’.

“A questo punto è impossibile garantire le attività assistenziali. Il numero residuo di medici consente a malapena di allestire un turno di guardia, ogni altra attività non è più consentita”. Lo Scarlato, nonostante sia una struttura separata, può essere inquadrato come un reparto distaccato dell’Umberto 1° di Nocera Inferiore. I ricoveri vengono infatti disposti dal Pronto Soccorso nocerino. Il Blocco pneumologico fu “trasferito” da Nocera a Scafati con la riconversione voluta dalla legge regionale 49/10. Polverino ai vertici sanitari chiede qualsiasi altra soluzione che consenta di poter svolgere le attività proprie della specialità, non escludendo di “prendere atto che il progetto Scafati è fallito e riproporre il rientro al P.O. Umberto I di Nocera Inferiore”.

La carenza dei medici sposa in pieno anche quella del personale infermieristico, e ai vertici Asl arriva anche una missiva firmata dal Coordinatore dei Servizi Infermieristici Gianfranco Ricci. “In due anni sono giunti cinque medici, due infermieri, un tecnico di laboratorio analisi, un coordinatore infermieristico per un totale di nove operatori sanitari – si legge – Per dare contezza delle criticità che attanagliano questa struttura ospedaliera riferita al personale, dal 2016 ad oggi, tra quiescenza, trasferimenti e decessi abbiamo perso oltre 50 operatori tra medici, infermieri e tecnici di laboratorio”.

Dalla scorsa estate allo Scarlato sono stati accorpati i reparti di Medicina (14 posti letto), Lungodegenza (8) e Reumatologia (2) per permettere una distribuzione del personale infermieristico rimasto, senza però tagliare i tre primari di riferimento. Gli infermieri pur di garantire un’assistenza dignitosa ai pazienti si stanno sottoponendo a turni estenuanti, arrivando ad accumulare oltre 4mila ore di straordinario nei soli primi tre mesi del 2019. Con l’approssimarsi della stagione estiva, evidenzia ancora Ricci, diventerà pressoché impossibile gestire i turni di servizio senza evitare disagi a pazienti e personale sanitario. Una terza lettera è partita anche da Luigi Acanfora, rappresentante sindacato Nursind. “Qual è il futuro dell’ospedale di Scafati e soprattutto se c’è un futuro. Pur se a singhiozzo il personale arriva nei presidi di Nocera e Pagani ma nulla sembra previsto per Scafati – la denuncia sindacale e poi la stoccata – se il progetto Scafati è fallito qualcuno si deve assumere la responsabilità di ammetterlo e soprattutto rendere conto dei soldi spesi, oltre tre milioni di euro”.