Angri. Area di Fondo Badia tra degrado e progetti futuri

Una vasta area che fa da cerniera tra la zona residenziale e la periferia. Fino a cinque anni fa ospitava uno dei campi prefabbricati post sisma 1980

Angri Fondo Badia
Angri Fondo Badia

Fondo Badia. Una vasta area che fa da cerniera tra la zona residenziale e la periferia. Fino a cinque anni fa ospitava uno dei campi prefabbricati post sisma 1980. L’esodo della comunità in località Satriano lasciò spazio all’incuria e al degrado post smantellamento dei moduli abitativi del dopo terremoto. Oggi quella vasta area resta inutilizzata in attesa di essere riqualificata. Il comune delimitò con una recinzione e un cancello l’area per evitare conferimenti abusivi.

Quel cancello non è mai stato effettivamente chiuso e permette ancora oggi conferimenti straordinari di materiale, anche pericoloso, mancando anche di un efficiente sistema di videosorveglianza. La riqualificazione e il recupero dell’area è stata oggetto anche di studio e progettazioni da parte dell’amministrazione Ferraioli. Già dal lontano 2017 il comune intenderebbe realizzare i 74 alloggi di edilizia residenziale sociale a Fon-do Badia con la formula del “housing sociale”. Il sindaco Ferraioli da tempo cerca il coinvolgimento di imprenditori privati mediante l’innovativa procedura del “dialogo competitivo”. In effetti si tratta di una manifestazione di interesse per l’acquisizione di proposte integrative alternative a quelle dell’amministrazione comunale.

L’area di Fondo Badia, come previsto dal PRG e dallo stesso PUC, è stata destinata all’ERS. La precedente amministrazione comunale aveva previsto la costruzione dei 74 alloggi cercando di intercettare i 13 milioni di euro necessari attraverso l’erogazione di finanziamenti regionali. Fondi mai assegnati per mancanza di risorse. Con questo tipo di azione l’amministrazione Ferraioli potrebbe ridare slancio al progetto. I benefici? Nella permuta la comunità angrese beneficerebbe di opere infrastrutturali fondamentali realizzate, appunto, dagli imprenditori privati.
Luciano Verdoliva