Angri. L’invasione dei gabbiani nel centro cittadino

La loro presenza nei cieli cittadini si avverte soprattutto nelle ore pomeridiane ed è accompagnata dalla modulazione dei loro “cori” che invadono gli spazi

Angri gabbiani invasione
Angri gabbiani invasione

Volano minacciosi a bassa quota. Dal golfo si sono sposati nell’entroterra stromi di gabbiani affamati. La cittadina angrese in questi giorni, soprattutto sulle aree dismesse vive forte questa problematica. Un fatto di incolumità ma anche d’igiene. I grossi volatili tanto cari a Bach planano in picchiata e senza timore anche nei pressi della attività commerciali. Il fenomeno di questa invasione dei cieli sarebbe scientificamente legato al periodo dell’anno: tra marzo e giugno infatti i gabbiani si riproducono, questo li caratterizza come specie protetta.

La circostanza li spinge a cercare nuovi luoghi in cui fare il nido e covare, solitamente ricavati su tetti, cornicioni e a volta anche balconi delle abitazioni. Circostanze che spingono i genitori gabbiani a difendere anche con una certa ferocia i loro piccoli, i cosiddetti “pulli”, e capita che possano lanciare grida di avvertimento o arrivare a “beccare” l’umano che dovesse avvicinarsi troppo ai nidi. Un’altra spiegazione che stimola la migrazione verso l’entroterra è la mancanza d’igiene urbana e rifiuti conferiti in ogni angolo delle strade che attirano i grossi pennuti alla ricerca di cibo.

La loro presenza nei cieli cittadini si avverte soprattutto nelle ore pomeridiane ed è accompagnata dalla modulazione dei loro “cori” che invadono gli spazi. La cittadina angrese proprio per la sua conformazione urbanistica invoglia la permanenza dei gabbiani. Un’invasione, secondo quanto affermano gli animalisti, diventata pure una necessità per i pennuti visto il proliferare dei porti, la continua presenza dell’uomo sulle spiagge ma anche la carenza di pesce che li ha necessariamente indotti negli anni a spostare il loro “habitat” su tetti, terrazze, ballatoi o davanzali delle abitazioni.

I gabbiani pare facciano ricognizione durante la stagione invernale effettuando lunghe ricerche di un posto sicuro e adatto per la costruzione del “nido” a fine aprile costruiscono quest’ultimo. Nidi sono stati avvistati nei ex fondi dei prefabbricati, aree abbandonate dopo l’abbattimento dei moduli abitativi, la città quindi offre ampi spazi.

Dai balconi dei condomini di Via Nuova Cotoniere molti segnalano un volo costante sull’ex area MCM dei gabbiani, per alcuni è uno spettacolo della natura altri si preoccupano per gli improvvisi raid sui tavolini dei bar o lungo le strade cittadine. I cittadini ora chiedono a gran voce dissuasori o altri meccanismi idonei per allontanare i gabbiani dai luoghi a più altra densità abitativa: una missione quasi proibitiva viste le deficienze di cassa dell’ente guidato da Cosimo Ferraioli.

Luciano Verdoliva