Perché è così importante diversificare gli investimenti

C’è che pensa che investire sui mercati sia l’equivalente di tentare la fortuna nel mondo dell’economia, ma non è così

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C’è che pensa che investire sui mercati sia l’equivalente di tentare la fortuna nel mondo dell’economia, ma non è così. Diventare investitori, anche occasionalmente, è un’attività molto seria con la quale si mettono in gioco i propri risparmi e per la quale il conto, alla fine del periodo, deve risultare sempre positivo. Quindi la prima regola quando si investe sui mercati finanziari è quella di non puntare tutto il capitale verso un solo asset, ma diversificare il più possibile, in base alle caratteristiche.

Cosa significa diversificare gli investimenti
Diversificare gli investimenti significa stare attenti a dove si collocano le proprie risorse finanziarie e non puntare tutto su un solo pacchetto. Può capitare che una particolare risorsa attiri l’attenzione e che un filo di intuito, che non guasta mai, alla fine di un’analisi dei suoi andamenti, spinga a credere che investire su quella società o su quel gruppo possa essere estremamente conveniente. In questo settore però tentare la fortuna è la scelta più sbagliata che si possa fare, e quindi la cifra da rischiare, su quel particolare asset, va bilanciata con cifre da collocare su realtà più sicure, di minor guadagno ma in grado di riassorbire l’eventuale perdita, se le previsioni poi non dovessero avverarsi. Ma come si fa a diversificare?

Come si diversificano gli investimenti
In molti casi, soprattutto quando si comincia, bisognerebbe anche consultare dei consulenti finanziari, e imparare il gioco approfittando di una guida esperta, diffidando assolutamente da chi ti suggerisce di investire tutto in un solo fondo e non ti invita a diversificare. Infatti, anche nelle pagine dedicate dei portali specializzati, come quella del fondo di investimento di Younited Credit ad esempio, viene consigliata la tecnica di diversificazione, proprio per sottolineare l’importanza della sua funzione di contenimento del rischio. E comunque le regole di base da rispettare per diversificare sono abbastanza semplici, perché bisogna scegliere un numero abbastanza alto di asset sui quali puntare, 25 o 30 titoli diversi, prediligendo in quantità quelli più sicuri. Ma vediamo quale teoria sta dietro alla diversificazione i modi per attuarla.

La teoria di Markowitz
Dietro la tecnica di diversificazione degli investimenti c’è un economista, Harry Markowitz, che ha anche ottenuto un premio Nobel per la sua teoria. Egli infatti sostiene (e la pratica gli dà ampiamente ragione) che puntare su un ampio sistema di titoli, diversificato nelle sue caratteristiche fondamentali di natura, rendimento e classe di rischio, porta, rispetto agli investimenti singoli, una minore possibilità di perdita e un maggiore guadagno complessivo. A questo punto si può scegliere tra differenti modi di diversificazione, differenziando la classe, tra azioni, obbligazioni e liquidità, per esempio, o differenziando per paese, o scegliendo settori diversi come TLC, energia e finanziari. Oppure muovendosi, magari, tra le start up e i più stabili titoli “value”. I modi, quindi, sono tanti. Ciò che conta è cercare di applicare la teoria alla pratica, per evitare troppi rischi e per portare avanti i propri investimenti nel migliore dei modi.