Angri. Crisi politica: e Ferraioli scivola verso il declino

Ferraioli non ha più la maggioranza e vivacchia d'improvvisate strategie e di schermaglie. Dura l’opposizione all’indomani della nuova fuga dall’assise cittadina della maggioranza “dei selfie” con i numeri sempre più risicati

Cosimo Ferraioli
Cosimo Ferraioli

Tocca sempre avere più infarinature di diritto amministrativo per tentare di capire le dinamiche interne alle singole amministrazioni comunali. Teatro di queste interpretazioni sempre più inverosimili e soggettive: i consigli comunali. Avviene ad Angri dove per la quarta volta la maggioranza resta senza numeri e si scherma dietro a cavilli e interpretazioni normative puntualmente rinviate al giudizio dei funzionari prefettizi. Nei corridoi della Prefettura sempre più frequente si incontra il sindaco di Angri in attesa della proroga decisiva.

Il rendiconto di bilancio per ben due volte e stato sonoramente bocciato dalla minoranza che nel frattempo si sta trasformando in una “maggioranza contestatrice” e il sindaco Ferraioli sembra entrato in una fase di gestione commissariale prefettizia scandita da anonime apparizioni in pubblico e continue gaffe amministrative. I lavori pubblici non decollano e la vicenda MCM non sembra essere andata proprio come nei suoi piani. Ferraioli non ha più la maggioranza e vivacchia d’improvvisate strategie e di schermaglie. Dura l’opposizione all’indomani della nuova fuga dall’assise cittadina della maggioranza “dei selfie” con i numeri sempre più risicati.

“Incredibile ma vero!” l’incipit della nota diffusa dai consiglieri dell’opposizione, anche loro rimasti spiazzati per l’ennesimo scivolone dell’armata Ferraioli. “Per il quarto consiglio comunale consecutivo, con punti all’ordine del giorno indispensabili per la tenuta dell’Amministrazione, il Sindaco e la sua oramai ex maggioranza disertano la seduta. Per l’ennesima volta – si legge nella nota – dimostrano la loro irresponsabilità verso le sorti della nostra Comunità, mancanza di senso civico e rispetto per le Istituzioni democratiche. Tra i punti all’ordine del giorno vi erano debiti fuori bilancio per servizi resi alla città, cagionati dalla loro mala gestio, superficialità, incompetenza e inadeguatezza. Noi, 12 Consiglieri Comunali di opposizione, siamo stati gli unici, ancora una volta, ad essere presenti in aula per tutelare gli interessi dell’intera cittadinanza. Non può un Sindaco sottrarsi ripetutamente al suo dovere, cercando addirittura di dare regolarità a dimissioni irregolari, rischiando di far approvare ai suoi consiglieri un atto illegittimo, piuttosto che prendere atto coscientemente di non avere più i numeri per andare avanti e dare quindi le proprie dimissioni, anticipando lo scioglimento del consiglio comunale da parte degli organi preposti, dal momento che per la seconda volta è stato bocciato il rendiconto, il documento contabile che illustra i risultati della gestione economica, finanziaria e patrimoniale dell’ente. Chi deve approvare un documento così importante se non chi ne è stato il responsabile? Invece per la seconda volta assente” conclude la nota.

Luciano Verdoliva