Angri. E’ giallo sulla nota stampa dello scioglimento del Consiglio

Il giallo della seconda nota della Prefettura: potrebbe essere un “fake” ovvero un falso. L’uso del condizionale almeno per il momento resta un obbligo

Angri giallo nota stampa
Angri giallo nota stampa

Scioglimento del consiglio comunale. Il giallo della seconda nota della Prefettura: potrebbe essere un “fake” ovvero un falso. L’uso del condizionale almeno per il momento resta un obbligo. Resta un giallo irrisolto, almeno per questo lungo e caldo weekend, la presunta nota stampa che sarebbe stata inviata dalla Prefettura per “comunicare” il commissariamento dell’ente e la sospensione del Consiglio Comunale. Una nota “anomala” diffusa, forse in rete, poche ore dopo la lettera prefettizia della nomina del “commissario ad acta” per il bilancio.

Fonti certe e autorevoli del comune hanno smentito la ricezione della “nota stampa”, quindi si tratterebbe presumibilmente di un “fake” che avrebbe colto in fallo gran parte della stampa che, a giusta guisa, ha riportato la comunicazione della “sospensione del consiglio comunale”. L’uso del condizionale resta obbligatorio in questo caso perché prima di certificare l’effettiva veridicità della nota bisognerà attendere la ripesa delle attività degli uffici comunali di lunedì mattina, quando il giallo potrebbe essere definitivamente risolto e magari cercare eventualmente di risalire all’autore della nota in oggetto.

Una nota che ha generato un po’ di confusione sull’arrivo del commissario prefettizio ad Angri, che resta, per il momento, solo quello “ad acta” per il bilancio, almeno per qualche settimana, fino a quando si discuterà davanti al Tar di Salerno anche il ricorso fatto dal sindaco Cosimo Ferraioli contro la regolarità dei consigli comunali che hanno bocciato il rendiconto di bilancio. Udienza camerale prevista, per il 24 luglio, vista la “sussistenza di ragioni d’urgenza” e accogliendo la proposta impugnativa. Atti che incidono sul corretto funzionamento dell’Ente Comune: solo con la sentenza del Tar, almeno per logica, si potrebbe avviare l’eventuale procedura di scioglimento prevista dalla legge vigente. Il condizionale è d’obbligo.
Luciano Verdoliva