Angri. Un nuovo scioglimento del consiglio: il quarto in venti anni

Scioglimento. Il quarto in meno di un ventennio dopo le sfiducie a: Umberto Postiglione (1998), Giuseppe La Mura (2006) e Gianpaolo Mazzola (2009)

Angri una parte della maggioranza del 2015
Angri una parte della maggioranza del 2015

In venti anni, questo potrebbe essere il quarto scioglimento
Con il commissariamento dell’ente comune si guarda già al 2020. In città arriva anche il commissario “ad acta” Prencipe che dovrà necessariamente mettere a posto il rendiconto di bilancio. Proprio vincolato a queste fasi c’è l’iter procedurale che porta allo scioglimento e che dovrebbe portare in città il commissario prefettizio. Il quarto in meno di un ventennio dopo le sfiducie a: Umberto Postiglione (1998), Giuseppe La Mura (2006) e Gianpaolo Mazzola (2009). Ricorsi da casistica dimostrano che ogni decennio è stato caratterizzato dalla fine anticipata di una legislatura.

Ora potrebbe toccare a Cosimo Ferraioli, Tar permettendo, lasciare nelle mani del commissario prefettizio il suo sindacato che sta terminando tra grandi contraddizioni e che caratterizzerà certamente anche la prossima legislatura che dovrà tentare di riparare agli eventuali errori ed omissioni di questa amministrazione che era nata forte ma che si è progressivamente esaurita perdendo sistematicamente pezzi e infoltendo le opposizioni che ne hanno praticamente decretato, in breve tempo, la fine anticipata non votando per ben due volte il rendiconto di bilancio. Ferraioli, nel 2015, partiva da una solida maggioranza di ben 19 consiglieri e nel corso del quadriennio si è ridotto a poco meno di undici unità di supporto.

Le mancate aspettative di Cosimo Ferraioli
Malumori e mancate aspettative hanno fatto abbandonare il progetto a molti dei suoi alleati che oggi si guardano interno alla ricerca di un nuovo leader che possa dare nuovo slancio alla città Ferraioli potrebbe anche riproposi ma con una gruppo più coeso e una giunta qualitativamente migliore che lo possa supportare nella continuazione del progetto di rigenerazione urbana che oggi resta solo un polveroso cantiere aperto, un po’ come cinque anni fa quando Mauri lasciò la guida della città senza poter portare a termine quei progetti che Ferraioli avrebbe dovuto continuare.

La domanda ricorrente in città è proprio questa: chi sarà in grado di portare seriamente avanti il progetto di riqualificazione urbana? Senza rompere i fragili equilibri di maggioranza sempre più simili coacervi? L’errore di Ferraioli è stato fatto a monte ed è quello di non avere composto una giunta di qualità ma di obbedire a vecchie e compassate logiche da “Manuale Cencelli”, senza questo peccato sarebbe stato “un sindaco esemplare” parola di molti dei suoi omologhi.