Scafati. Mercato immobiliare in crisi: colpa del fiume Sarno

Mercato immobiliare in affanno. Si registra un crollo delle quotazioni nel centro cittadino. Incide in maniera decisa l’inquinamento

Scafati dall'alto
Scafati dall'alto

Mercato immobiliare in affanno. Si registra un crollo delle quotazioni nel centro cittadino. Incide in maniera decisa l’inquinamento. Secondo quanto scrive Metropolis i prezzi reggono nelle le zone da Via Martiri D’Ungheria a Via Della Resistenza. Il dato oggettivo dimostra che il centro storico scafatese è economicamente in declino, testimoniato anche dalle decine di serrande abbassate definitivamente. Tendenza supportata anche dai dati dell’Osservatorio Mercato Immobiliare, piattaforma digitale che raccoglie e analizza gli annunci delle principali agenzie d’intermediazione. Controtendenza invece si registra nelle zone considerate semi centrali, ma anche periferia come la frazione di San Pietro, che registrano valori tendenti al rialzo. L’analisi dei dati fa emergere nettamente la problematica ambientale come prima causa di crollo economico della città. Gli immobili che insistono sulle sponde del fiume Sarno e dei suoi affluenti, sistematicamente subiscono un deprezzamento a causa dei disagi che da decenni si avvertono in queste aree.

Diventa consequenziale che anche le attività commerciali ne risentono. L’aria circostante è permeata dai miasmi emanati, soprattutto d’estate, dal fiume Sarno, considerato tra i primi dieci corsi d’acqua più inquinati d’Europa. A Giugno 2019, sempre secondo Metropolis, per gli immobili residenziali in vendita sono stati richiesti in media € 1.794 al metro quadro, con un aumento del 3,52% rispetto a Giugno 2018 (1.733 €/m2). Negli ultimi 6 anni il prezzo medio all’interno del comune di Scafati ha raggiunto il suo massi­mo nel mese di Febbraio 2013, con un valore di quasi 2.200 euro al metro quadro. Una svalutazione di circa 400 euro al metro quadro, che per un appartamento tipo di 100 mq significa una perdita di ben 40 mila euro. Dal punto di vista immobiliare le zone più importanti, in termini di numero di annunci pubblicati, sono il centro città e la frazio­ne di San Pietro. Prendendo come riferimento le quotazioni degli appartamenti in vendita la zona centrale è la più eco­nomica, mentre raggiunge le quotazioni più elevate la zona San Pietro.

Secondo l’OMI, per le compravendite la zona Cl (Via Martiri D’Ungheria, via Luigi Cavallaro, via Catalano, via Passanti, Via Della Resi­stenza, via De Gasperi, Via Poggiomarino, Corso Trieste zona San Pietro) è quella con le quotazioni più alte (fino a circa 1.800 €/ma), mentre al contrario la zona Ri (Via Orta Longa, Via Lo Porto, via Nuova San Marzano) si caratterizza peri valori più bassi (a partire da 900 €/m2). Critica anche la realtà che abbraccia il centro storico e Contrada Cappella. La popolosa frazione al confine con Sant’Antonio Abate è nella morsa del canale San Tommaso e l’area industriale dell’area Pip AgroInvest, dove insiste la piattaforma di un’azienda che stocca e lavora i rifiuti urbani.

Nello specifico i singoli segmenti del mercato mettono in evidenza la tipologia che ha registrato il maggior apprezzamento percentuale è costituita da bi vani: le quotazioni mostrano un incremento di circa il 13% negli ultimi 3 mesi. La tipologia che ha invece registrato il maggior deprezzamento percentuale è costituita da quadri vani: le quotazioni hanno accusato una flessione di circa il 4% negli ultimi 3 mesi. La ripresa della città di Scafati parte da questi numeri, e passa inderogabilmente per la risoluzione della problematica ambientale.