Si parte dalla Campania. Contraffazione: giornalisti diventano influencer

Come possono i giornalisti diventare "influencer" in grado di condizionare le scelte d'acquisto dei consumatori, specie i piu' giovani?

Giornalisti influencer
Giornalisti influencer

Giornalisti “influencer” in grado di condizionare le scelte d’acquisto dei consumatori, specie i piu’ giovani
Come possono i giornalisti diventare “influencer” in grado di condizionare le scelte d’acquisto dei consumatori, specie i piu’ giovani, inducendoli a non comprare merce contraffatta e a scegliere quella originale? Qual e’ il contributo che i giornalisti possono dare alle istituzioni nella loro costante battaglia alla contraffazione, specie in un territorio come la Terra dei Fochi in cui il fenomeno si lega a quello dei roghi tossici di rifiuti, tanto da diventare una parte di una consistente illegalita’ diffusa?

Se lo sono chiesti nell’incontro svoltosi alla prefettura di Caserta il direttore generale del Mise Amedeo Teti, il coordinatore della cabina di regia nazionale “Terra dei fuochi” presso la presidenza del Consiglio dei Ministri, Fabrizio Curcio, e i loro collaboratori; l’incontro, presieduto dal prefetto di Caserta Raffaele Ruberto, fa parte di tutta una serie di iniziative organizzate in seguito alla stipula del protocollo per la lotta alla contraffazione firmato il 21 marzo scorso a Napoli tra Mise e prefetture della Regione Campania; un accordo siglato nell’ambito del piano d’azione per il contrasto dei roghi di rifiuti. I due fenomeni sono infatti collegati, specie nei territori della Terra dei Fuochi a cavallo tra le province di Caserta e Napoli.

Progetto pilota, che parte dalla Campania, dove il fenomeno della contraffazione e’ molto rilevante
“Sappiamo che ad essere bruciati sono i rifiuti abbandonati per strada – spiega Curcio – e nella maggior parte dei casi quei rifiuti arrivano da aziende che agiscono nell’illegalita’, che producono merce contraffatta, e poi smaltiscono i residui di lavorazione per strada. Per questo abbiamo pensato di avviare una intensa campagna di informazione, coinvolgendo le scuole, ma anche i media, che hanno un’importante funzione sociale”.

Per Amedeo Teti, “il Mise punta molto su questa campagna, che ha gia’ in calendario numerose iniziative: da ottobre in poi infatti incontreremo e formeremo sulla contraffazione i commercianti, attraverso le camere di commercio, le forze dell’ordine, le scuole e l’Universita’. Questo e’ un progetto pilota, che iniziamo dalla Campania, dove il fenomeno della contraffazione e’ molto rilevante; per la prima volta e’ Roma a venire qui, e non viceversa”. La campagna si articolera’ attraverso incontri negli istituti scolastici, con testimonial d’eccezione, come Ciro Immobile, il calciatore della Lazio che dovrebbe prestare il suo volto per dire no ai prodotti contraffatti. Parla di “mano tesa” verso i giornalisti il prefetto di Caserta Ruberto; “questa volta siamo noi a chiedervi consigli e proposte su come strutturare questa campagna. Dateci una mano per cambiare anche la mentalita’ delle persone, specie dei piu’ giovani”
Ansa