Angri. Cimitero emergenza inumazioni: penuria fossi

Il commissario prefettizio Alessandro Valeri ha già chiesto la revoca del sequestro di alcune aree cimiteriali

Angri. Cimitero. Fosse
Angri. Cimitero. Fosse

Tutto fermo al cimitero. Restano sotto sequestro preventivo l’ossario, il lavatoio per le ossa così come le altre strutture sigillate lo scorso 4 giugno dopo il blitz dei Carabinieri della locale stazione agli ordini del comandante Alessandro Buscema. La conseguente e immediata attivazione degli uffici di competenza per ovviare a tutte le annotazioni fatte dai militari dell’arma dopo l’ispezione all’interno del camposanto ha impattato con gli “imprevisti” della sospensione del consiglio comunale ma soprattutto per il rallentamento delle procedure in questa fase dell’anno che coincide con le ferie, anche in Procura.

Revoca del sequestro delle aree
Il commissario prefettizio Alessandro Valeri ha già chiesto la revoca del sequestro di alcune aree cimiteriali per riavviare anche l’attività di esumazione ferma proprio in seguito al blitz di giugno. Si rischia una nuova emergenza: la penuria di fosse potrebbe cerare qualche problema per le inumazioni a terra anche se l’alto numero di cremazioni registrare stanno frenando questa possibile opzione emergenziale. E’ una corsa contro il tempo. A giugno, dopo il blitz dell’arma vennero stabiliti lavori di somma urgenza da eseguire con celerità.

I controlli alla sala mortuaria, alle zone pericolanti, alla discarica del lato nord e all’impianto elettrico furono oggetto di lavori previsti ma mai iniziati anche per lo stop dei sigilli di sequestro. Oggi si rende necessario dissequestrare almeno il lavatoio dei resti collocato nel corpo del vecchio ingresso di Via Adriana e, sopratutto, riaprire e la discarica dei rifiuti speciali dove da circa un anno sono accumulati i resti di tombe, bare e indumenti dei feretri esumati. L’area deve essere posta necessariamente in sicurezza e bonificata. Il perimetro delimitato per le operazioni di scarico dei rifiuti speciali fu trovato sprovvisto di filtri d’accesso e d’idonei contenitori per recepire indumenti e vestiario delle salme esumate. Anche l’obitorio e la cella frigorifero furono attenzione di attente verifiche e prescrizioni da parte dell’ASL che dettò precise e imprescindibili indicazioni per adeguare igienicamente il luogo di permanenza temporanea dei feretri.

Un piano di gestione del cimitero
L’amministrazione Ferraioli aveva allo studio anche un piano di gestione della struttura cimiteriale da trasferire completamente in competenza all’azienda Speciale Angri Eco Servizi che già si occupa dell’ordinario all’interno del perimetro santo. Una scelta pensata pure per migliorare il servizio e, soprattutto limitare i costi, che avrebbero restituito il giusto decoro ai defunti. Il piano di recupero di Ferraioli è rimasto a lungo sulle scrivanie degli uffici dell’UOC di competenza affidata da alcuni mesi all’ingegnere Flavia Atorino. Il commissario prefettizio Alessandro Valeri nel frattempo ha fatto provvedere a effettuare una serie di lavori costati oltre 18mila euro per l’adeguamento di alcuni settori. Adeguamenti ritenuti insufficienti dalla magistratura che non ha dato, per ora, esito positivo alla rimozione dei sigilli posti lo scorso 4 giugno.

Luciano Verdoliva