Angri. Il commissariamento blocca il processo di sviluppo

Si sono bloccati alcuni processi fondamentali nello sviluppo e nella trasformazione urbanistica della città

Angri. Via Giudici
Angri. Via Giudici

Il commissariamento anomalo della cittadina angrese rischia di complicare ulteriormente il progetto di rigenerazione e riqualificazione urbana. Si sono bloccati alcuni processi fondamentali nello sviluppo e nella trasformazione urbanistica della città, alle prese anche con il sostanziale cambiamento dei costumi che hanno inciso in maniera determinante sul commercio locale che da anni tenta di darsi un nuovo slancio. I commercianti contavano sul previsto rilancio di aree cittadine, ormai depresse, soprattutto quelle centrali una volta il fulcro del commercio reale, soppiantato anche dal nuovo concetto dell’e-commerce che ha inferto un colpo letale alle attività commerciali locali. Le Strade storiche rivendicano attenzione.

Anche Via Giudici aspetta ancora da decenni un decisivo rilancio. Le amministrazioni che si sono succedute negli ultimi venti anni non hanno mai dato una effettiva svolta a questo tratto di storia cittadina. Chiuse le ultime improntati attività commerciali la strada si è ridotta a un vero e proprio corridoio di transito. Negli anni commercianti e abitanti chiedevano maggiore attenzione e una possibile pedonalizzazione, anche a tempo, della strada che restituissero, alle attività commerciali superstiti, la perduta vitalità.

Quello che è rimasto della “colatona” di cemento degli anni settanta
Via Giudici è diventato un ibrido, come il resto della città, tra edifici storici e la nuova urbanizzazione che si è sviluppata in maniera difforme, disordinata e terrificante, dagli anni settanta in poi, con le “colate di cemento” dell’era Alfano che si sono fuse con gli antichi casali. La crescita urbana degli anni settanta ha portato a uno sviluppo esponenziale della densità abitativa dei piccoli borghi medievali. Quello che è rimasto della “colatona” è stato, nel tempo, in maniera disordinata inglobato tra i palazzi progettati sul finire degli anni sessanta.

Crisi commerciale e politica latitante
Fino ai primi anni del duemila la Via Giudici ha pullulato di gente e di attività commerciali che progressivamente hanno abbassato le serrande, come avviene altrove in città. Negli ultimi decenni è mancato lo slancio e una concreta azione amministrativa che potesse preservare e salvaguardare la zona. L’assessore delegato al commercio è praticamente latitato per quattro anni, figura più social e che reale. Oggi Via Giudici è diventato soltanto un concentramento di traffico veicolare e passaggio veloce dal centro verso i lati periferici della città, non ha più nulla di permanente se non la memoria dei personaggi che l’hanno vissuta e animata nell’ultimo secolo. Altra storia.
Luciano Verdoliva