Sant’Antonio Abate. Reddito di cittadinanza: rinunciano in 100

Sono 100 i disoccupati che hanno scelto di rinunciare al reddito di cittadinanza per accedere ai tirocini formativi del Piano di Zona Ambito 32

Sant'Antonio Abate Piano di Zona ambito 32
Sant'Antonio Abate Piano di Zona ambito 32

Tirocini formativi e rinuncia al reddito di cittadinanza. Sono 100 i disoccupati che hanno scelto di rinunciare al reddito di cittadinanza per accedere ai tirocini formativi del Piano di Zona Ambito 32. Questi aventi diritto provenienti da tutti i comuni dei Monti e Pompei. La misura varata lo scorso anno, a sostegno delle famiglie povere, ha come finalità di dare un’opportunità concreta di lavoro in diversi settori. I tirocinanti ha l’opzione di potere scegliere la struttura per effettuare la formazione, secondo delle proprie attitudini. Definite “ospitanti” per l’ambito la lista è composta da strutture, tutte collocate nell’area stabiese – Monti LAttari, che si sono accreditate per dare indirizzo e impiego ai disoccupati, formando al mestiere sul campo.

Il finanziamento
Per questo progetto sociale il Comune di Sant’Antonio Abate – scrive Metropolis – aveva incassato un finanziamento di quasi 2 milioni di euro, che seguirà coprire il rimborso spese per i 100 tirocinanti e per le strutture che li accoglieranno. Nella lista figurano cooperative sociali, centri di riabilitazione ma anche pizzerie, ristoranti e negozi che si sono fatti avanti per potere dare la possibilità d’inserimento celere nel mondo del lavoro a chi da anni e alla ricerca concerta di un impiego. A beneficiare, oltre a Sant’Antonio Abate, saranno le famiglie indigenti di Santa Maria la carità, Gragnano, Pompei, Lettere, Pimonte e Agerola. Otto territori che rientrano nella gestione del Piano di Zona ambito 32. I primi 20 tirocinanti cominceranno già dal prossimo mese, mentre i restanti saranno impiegati all’inizio del 2020.

La possibilità di avviamento al lavoro
L’aiuto, quindi sarà erogato sotto forma di esperienze formative che avranno una durata semestrale. Una sola unità per ogni nucleo familiare di gente potrà rientrare nel progetto. Al tirocinante scelto verranno corrisposti 400 € mensili. Quindi la possibilità di lavorare, produrre e imparare o migliorare un mestiere. Un importo nettamente inferiore se si paragona il reddito di cittadinanza, ma è una strada che hanno scelto in 100 preferendolo al contributo erogato dallo Stato da alcuni mesi. Per ogni tirocinante al soggetto “ospitante” saranno riconosciuti 600 euro come rimborso degli oneri assicurativi e della responsabilità civile, più eventuali spese sostenute per l’attuazione del tirocinio.