Scafati. Città al collasso: l’emergenza ambientale entra nel vivo.

L'emergenza c'è e ormai si vede. Ma è solo l'inizio di un percorso ad ostacoli che tra non molto vedrà la città di Scafati completamente in ginocchio

Scafati fiume sarno
Scafati fiume sarno

L’emergenza c’è e ormai si vede. Ma è solo l’inizio di un percorso ad ostacoli che tra non molto vedrà la città di Scafati completamente in ginocchio. I problemi di natura igienico sanitaria sono tanti: la Helios, il fiume, i rifiuti per strada. Ma di chi è la responsabilità?

Andiamo per gradi. Esiste in parte una ‘colpa’ attribuibile al cittadino che non rispetta le regole di conferimento o di esecuzione della raccolta differenziata, più o meno il 50% della popolazione. Poi c’è una piccola parte, gli anziani, ad esempio, che non riescono ad allinearsi alle regole. Una situazione che c’è sempre stata, ma che riusciva ad essere arginata e contenuta nelle rigide regole di una organizzazione basata sulla vigilanza e il controllo serrato delle discariche più evidenti. L’estensione del territorio di sicuro non aiuta, ma neanche si può convivere con tappeti di rifiuti sui marciapiedi.

Le dichiarazioni del consigliere Formisano
“Dopo il 2017 – spiega Teresa Formisano, consigliere comunale (FI) – si è verificato un vero e proprio crollo della gestione dei rifiuti. Manca un’organizzazione del sistema e oggi siamo in netto ritardo per risollevarci. C’è una carenza di personale, circa 30 unità, che oggi sono impiegate in altre attività. Sono aumentati i costi (circa il 10% in più sulla bolletta) senza che a questi corrispondano i servizi, le spazzatrici per esempio. In passato utilizzavamo gli stagionali, una risorsa. La responsabilità non può essere solo del cittadino, se guardiamo al passato e se pensiamo di aver lasciato una società, l’Acse, in attivo”.

Emergenza annunciata da mesi
Alla vigilia di una emergenza annunciata da mesi, che corrisponderà alla chiusura del termovalorizzatore di Acerra, si aggiunge un’ulteriore tegola per la città di Scafati. Con la chiusura del sito di compostaggio di Benevento, la frazione organica rischia di sostare troppo sul suolo scafatese, tant’è che l’amministrazione, non avendo provveduto ad indire una gara d’appalto per ovviare al problema, pare abbia indicato come soluzione alternativa, il sito di via G. B. Casciello, a ridosso del cimitero comunale. Un sito provvisorio e di trasizione che in passato già era stato oggetto di interventi di messa a norma da parte dell’ex gestione nonché di sollevamenti popolari per i miasmi provenienti dai rifiuti deposiati a terra. In quell’area, già segnalata al Noe e all’Arpac, insistono abitazioni e scuole che potrebbero subire l’ennesima beffa.

Il quadro è più drammatico di quanto si pensi. A Settembre, quando l’emergenza entrerà nel vivo, senza un’azione preventiva, Scafati potrà diventare una discarica a cielo aperto.