Angri. Cimitero: mancano le fosse scatta l’emergenza inumazioni

E’ emergenza inumazioni al cimitero. Sono rimasti solo pochi fossi disponibili. La situazione si è fatta critica negli ultimi tre mesi

Angri. Cimitero. Fossi
Angri. Cimitero. Fossi

E’ emergenza inumazioni al cimitero. Sono rimasti solo pochi fossi disponibili. La situazione si è fatta critica negli ultimi tre mesi, dopo il blitz dei Carabinieri al cimitero e relativo sequestro preventivo dell’ossario, del lavatoio per le ossa e la discarica dei rifiuti speciali, dove da circa un anno si erano accumulati i resti di tombe, bare e indumenti dei feretri esumati. La struttura nonostante i solleciti dello stesso commissario prefettizio Alessandro Valeri resta ancora sotto sequestro preventivo della procura. In assenza di un posto idoneo di lavaggio delle ossa da circa tre mesi risulta impossibile, per i necrofori, esumare i resti mortali dei cittadini angresi defunti negli anni.

Mancano i fossi nonostante il boom cremazioni

Solo ad inizio anno 2019 con il boom delle cremazioni i campi d’inumazioni presentavano molte decine di fosse vuote. Una tendenza effetto anche del “boom delle cremazioni”. Nel 2018 su 163 salme arrivate nel locale cimitero ben 57 sono state smistate, per volontà del defunto o dei congiunti, ai forni crematori dei paesi limitrofi. Solo 105 sono state le tradizionali inumazioni nei campi cimiteriali. Sempre più persone, infatti, optano per la più economica ed ecologica cremazione, incentivata anche dalle recenti disposizioni in materia sanitaria che autorizzano a conservare le ceneri in apposite teche nelle abitazioni.

A seguito del sequestro del lavatoio, e lo stop forzato delle esumazioni, le fosse sono praticamente andate esaurite per questo gli addetti alla struttura cimiteriale lanciano l’allarme igienico sanitario che si potrebbe prospettare imminente, forse già nei prossimi giorni, quando l’ultimo fosso sarà purtroppo occupato. Lo stop alle esumazioni è conseguenza della mancanza di un luogo idoneo per il lavaggio dei resti, dal punto di vista sanitario che risponda anche a tutti i requisiti richiesti dall’ASL.

Lavori di somma urgenza

Lo scorso giugno prima della sua decadenza il sindaco Cosimo Ferraioli aveva prospettato lavori di somma urgenza necessari per la messa in sicurezza del perimetro delimitato per le operazioni di scarico dei rifiuti speciali: il sito di stoccaggio durante il blitz risultò non provvisto di filtri d’accesso ne d’idonei contenitori per recepire indumenti e vestiario delle salme esumate. L’amministrazione avrebbe prospettato anche l’individuazione dello spazio per il lavatoio dei resti, ma tutto si è rimasto bloccato allo scorso giugno. Anche l’obitorio e la cella frigorifero furono attenzionate di attente verifiche e prescrizioni da parte dell’ASL che diede precise e imprescindibili indicazioni per adeguare igienicamente il luogo di permanenza temporanea dei feretri.

Tutte criticità venute a galla e che rischiano di compromettere il regolare funzionamento del cimitero. Non è ancora chiaro come verrebbe affrontata un’eventuale emergenza per mancanza di fossi. Mancano, infatti, celle e depositi per le salme in attesa della cremazione e dell’inumazione “prenotata”. La “mourge” del locale cimitero, collocata nello stabile di Via San Gennaro, dispone, infatti, solo di due posti nella cella frigorifero e spesso le salme, anche in attesa protratta e in regime di ordinarietà, creano non pochi problemi di natura igienico – sanitaria, soprattutto dopo alcuni giorni e in condizioni di caldo intenso come quelle recenti.