Angri. La vergogna della scuola rudere di Corso Italia

Topi, serpenti, i resti lignei dei pini abbattuti e tanta "monnezza" sono il riempimento dell’area dell’ex Primo Circolo Didattico “Fusco” di via Cervinia

Angri Ex Scuola Fusco abbattimento
Angri Ex Scuola Fusco abbattimento

Una brutta brochure elettorale per l’eventuale ricandidatura di Cosimo Ferraioli. Topi, serpenti, i resti lignei dei pini abbattuti e tanta “monnezza” sono il riempimento dell’area dell’ex Primo Circolo Didattico “Fusco” di via Cervinia che fa angolo con il prolungamento di Corso Italia.

Prima della sua defenestrazione Ferraioli aveva dato il disco verde all’abbattimento dei tre plessi per dare vita a un “Intervento di riqualificazione urbana sostenibile”. Questa parte di città avrebbe dovuto cambiare il suo assetto urbano. La scorsa primavera le ruspe iniziarono a rimuovere, seppure con immotivato rilento, quasi tre quarti di secolo di memoria cittadina. Con gli alberi abbattuti doveva essere demolita anche la vecchia scuola elementare del I Circolo Didattico di Via Cervinia. Un abbattimento ritenuto di necessità, “rigenerativo” dettato dalla fatiscenza del plesso.

La storia dell’abbattimento nei primi anni duemila

Il primo lotto, che ospitava la direzione didattica e la palestra refettorio, fu demolito nei primi anni duemila, nell’era del sindacato Postiglione. La prima demolizione diede spazio al parco giochi e al campo di basket e che le varie amministrazioni succedutesi non seppero sottrarre all’incuria e al pressapochismo di preservazione. All’epoca del primo abbattimento non c’erano i social e nessuno si indignò per le demolizioni. L’amministrazione Ferraioli lo scorso anno in pompa magna aveva dato il via alla seconda fase della demolizione già immaginata da Pasquale Mauri con il progetto Jessica che non venne attuato per motivi “tecnici”.

Spazio da ridare alla comunità

Uno spazio che allo stato attuale, ma non si sa quando, dovrebbe essere ridato alla comunità con qualche dazio, quella della sosta a pagamento da dare in gestione al costruttore della nuova area che attraverso i profitti dei parcheggi “dovrebbe rientrare” dei costi sostenuti per la realizzazione. Con la realizzazione dell’area sono previste altre percentuali di verde pubblico e nuovi parcheggi per fare fronte alla fame di sosta generata dal boom delle auto in circolazione nella cittadina angrese. Saranno gestiti, appunto, con la formula del progetto di finanza, unica alternativa possibile alla mala gestione pubblica, essendo gran parte dei comuni senza risorse economiche tali da potere effettivamente gestire questi ampi spazi altrimenti destinati al degrado come sta avvenendo da circa tre mesi. La ditta appaltatrice ha caricato ruspe e attrezzi e per il momento si sarebbe messa in stand by.

“Le soluzioni al problema della sosta, in una città satura di spazi utili non possono essere trovate in pochi giorni. Lavoreremo – affermava al lancio dell’opera pubblica il sindaco Ferraioli – tenendo conto di ogni proposta, che restiamo in attesa di ricevere, da attuare nel rispetto del codice della strada e degli spazi disponibili, ma non possiamo frenare lo sviluppo e la rigenerazione di una città. Bisogna valutare i benefici ed i servizi che straordinariamente la nuova opera porterà ai cittadini e al commercio, anche privandosi temporaneamente di alcuni servizi vitali”. Oggi quel miglioramento si è trasformato in un imbarazzante e ingombrante disagio senza una soluzione.

Luciano Verdoliva