Angri. Luci spente sulla privata pubblica illuminazione

Il comune di Angri spegne l’illuminazione alla gestione dei privati. E’ stato affisso all'Albo Pretorio on-line la determina dirigenziale che ha come oggetto la “risoluzione anticipata per grave inadempimento contrattuale

Pubblica illuminazione
Pubblica illuminazione

Il comune di Angri spegne l’illuminazione alla gestione dei privati. E’ stato affisso all’Albo Pretorio on-line la determina dirigenziale che ha come oggetto la “risoluzione anticipata per grave inadempimento contrattuale per la concessione del servizio di progettazione, realizzazione e gestione di un intervento per l’adeguamento dell’impianto di pubblica illuminazione con apporto di capitali privati”. Contratto risalente al 19 novembre del 2018. La firma della determina rescissoria porta la firma del responsabile U.O.C. Promozione, Sviluppo, Gestione Territoriale e Patrimonio.

Gli accertamenti e il recesso

Un recesso nato dopo alcuni accertamenti circa l’esito della gara aggiudicata alla “Fenix Consorzio Stabile S.c.a.r.l.” per un importo complessivo netto, per anni 22, di Euro 13.222.440,00 oltre Iva per legge ed al netto del ribasso, comprensivo degli oneri della sicurezza. Il 2 gennaio 2018, la “Fenix” si era avvalsa, di costituire apposita Società di gestione dell’appalto di concessione, denominata “Angri Illuminazione S.c.a.r.l.”. I fatti sono stati puntualmente illustrati nella determina di recesso: “Con determina del 09 marzo 2018, il R.U.P. Ingegnere Salvatore De Cola, prendeva atto del subentro della Società di progetto “Angri Illuminazione S.c.a.r.l.”, nel rapporto obbligatorio con la stazione appaltante e il 19 novembre 2018, fu stipulato il contratto di concessione de quo tra il Comune di Angri e la ‘Fenix Consorzio Stabile S.c.a.r.l.’” si legge nella determina.

Quella stessa determina annullata successivamente sempre da De Cola in autotutela di presa d’atto de subentro della Società di progetto “Angri Illuminazione S.c.a.r.l.”, nel rapporto obbligatorio con la stazione appaltante in considerazione della presenza, nella compagine societaria, della Società “Mirca S.r.L. di Carmine Mirante” con quote pari al 99%; la Società di progetto “Angri Illuminazione S.c.a.r.l.”, in data 11/09/2018, aveva comunicato che la Società Enel Energia aveva provveduto alla volturazione alla Società Mirca S.r.L. di Carmine Mirante di n. 42 misuratori su 45 richieste di voltura. Con numerose missive, il RUP, escludendo espressamente la possibilità di volturare i POD in favore di soggetti diversi dalla Società di progetto, ha chiedeva la voltura dell’intestazione dei contatori dalla Società Mirca S.r.L. di Carmine Mirante alla Società“Angri Illuminazione S.c.a.r.l.”, missive che sarebbero state disattese, come si legge nella determina di recesso che ricostruisce con dettaglio la vicenda legata all’appalto. Il 25ottobre dello scorso anno il sindaco ferraioli chiedeva parere alla Autorità Nazionale Anticorruzione (A.N.A.C.) in merito alla composizione della Società di progetto.

“L’A.N.A.C., nel caso specifico, ha precisato – sempre riportata dal testo della nota deliberativa – che la cessione pressoché integrale della partecipazione alla Società di progetto da parte dell’unico socio qualificante “Fenix Consorzio Stabile S.c.a.r.l.”, a una Società terza quale Mirca S.r.L. di Carmine Mirante, non è in linea con il quadro normativo vigente. Da qui l’avvio al procedimento per la risoluzione contrattuale per gravi inadempienze ai sensi della normativa vigente in materia e lo scorso 22 agosto, il R.U.P. ha relazionato in merito alla nota di riscontro del 18 luglio giudicando non ammissibili le controdeduzioni della Società “Angri Illuminazione S.c.a.r.l.”. Le due società non avrebbero adempiuto agli obblighi contrattuali prescritti in merito all’esecuzione del servizio. Secondo quanto scritto nella determina di recesso “La Società concessionaria ha mutato la compagine originaria della Società di progetto in maniera del tutto illegittima” e “ Che il contratto di concessione è stato ceduto dal soggetto stipulante ad un terzo soggetto completamente estraneo al rapporto concessorio e, soprattutto, privo dei requisiti”. Ora la società aggiudicataria ha 60 giorni di tempo per impugnare tale provvedimento e ricorrere presso il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania.

Il commento di Alberto Milo

A margine della vicenda il commento del consigliere dei Popolari Angresi, Alberto Milo, che si è fatto portavoce contro questa procedura di privatizzazione: “Dopo due anni di dura battaglia con raccolta firme, consiglio comunale monotematico ed esposto alla Procura della Repubblica finalmente l’illuminazione ritorna a essere pubblica. Provo profonda soddisfazione per essere riuscito a difendere l’interesse pubblico della mia città e grazie all’arrivo del commissario prefettizio che non avuto bisogno di chissà quanto tempo per capire quello che il sindaco e la sua amministrazione tentavano di negare a tutti costi per porre fine a questa brutta storia che ha danneggiato la nostra città, non ci saranno più sabotatori e strade al buio. Sono felice perché i cittadini ora sanno che per cambiare le sorti della nostra città basta sconfiggere il sistema che si nasconde dietro a determinati personaggi politici, finalmente vedo la luce”.

La deteremina di recesso cliccando qui