Angri. Video sorveglianza sempre in tilt. Tutto in alto mare

Lamentale giungono particolarmente dagli esercenti di Pizza San Giovanni, Via Concilio e Via Amendola dove l’occhio vigile sembra da tempo fuori servizio, permettendo di fatto atti criminosi

Telecamere di videosorveglianza in Piazza Doria
Telecamere di videosorveglianza in Piazza Doria

Video sorveglianza in tilt nel centro cittadino. Lamentale giungono particolarmente dagli esercenti di Pizza San Giovanni, Via Concilio e Via Amendola dove l’occhio vigile sembra da tempo fuori servizio, permettendo di fatto scorribande, atti vandalici e piccoli episodi di microcriminalità. Già durante l’amministrazione Ferraioli la eco delle lamentale era arrivata fino nella stanza del primo cittadino, inutilmente.

E la lega boccia i leghisti angresi

La rete delle telecamere è collegata al Comando di Polizia Locale ma non è chiaro in che modo i device siano collegati e “alimentati” al quadro di controllo visivo. Il problema di vigilanza elettronica sul territorio è un fatto storico. Nel novembre dello scorso anno, nonostante una giunta filo leghista con le manifestate simpatie del sindaco Cosimo Ferraioli per l’ex “carroccio”, il ministro dell’Interno Matteo Salvini firmando il decreto, che dava il via libera a un finanziamento di 37 milioni di euro per il triennio 2017-2019 che sarebbe servito per realizzare 428 sistemi di videosorveglianza in altrettanti Comuni italiani, “ignorò” la “verde” Angri. La cittadina angrese rimase abbondantemente fuori dall’accesso al finanziamento. Su 2426 richieste pervenute degli enti si posizionò al 1916 posto in graduatoria. L’ente angrese aveva chiesto 188,419,01 euro per realizzare la rete di video sicurezza sul territorio. Vari fattori hanno impedirono la scalata alla graduatoria.

I criteri per la stesura della graduatoria furono: l’indice di delittuosità della provincia, l’indice comunale, l’incidenza dei fenomeni di criminalità diffusa registrati nell’area urbana da sottoporre a videosorveglianza, l’entità numerica della popolazione residente, la richiesta di finanziamento in rapporto con il cofinanziamento messo a disposizione dal Comune. Criteri ritenuti evidentemente lacunosi per l’ente di Piazza Crocifisso nonostante qualche leghista locale “millantasse” conoscenze romane Da più parti si auspicò che si potessero individuare ulteriori risorse per “scendere” nella graduatoria e aumentare i Comuni finanziati. Nel Dl sicurezza (allora in sede di conversione) era previsto un incremento delle risorse destinate all’installazione di sistemi di videosorveglianza comunali di 10 milioni per il 2019, 17 per il 2020, 27 milioni per il 2021 e 36 milioni dal 2022.

Ambiguità

Con la caduta di Ferraioli non è stato mai chiarito se fosse stata fatta una nuova istanza per ottenere fondi per la video sorveglianza. La città resta in mano ai vandali, a piccoli ladri di biciclette e soprattutto ai cafoni del sacchetto vera piaga sul territorio poco tele vigilato anche per la penuria di agenti di Polizia Locale che potrebbero dare nuovo impulso all’attività di controllo attraverso gli occhi elettronici. Su questo punto Ferraioli si può ritenere bocciato in tema di sicurezza.

Luciano Verdoliva