Pagani. Si anima il dibattito politico sul possibile dissesto

Si anima il dibattito sul dissesto “pilotato” al comune di Pagani. La giornata di sabato è stata caratterizzata dalle prese di posizioni delle opposizioni

Pagani comune dissesto
Pagani comune dissesto

Si anima il dibattito sul dissesto “pilotato” al comune di Pagani. La giornata di sabato è stata caratterizzata dalle prese di posizioni delle opposizioni.

Il chiarimento di Bottone

Nell’aula consiliare, provvisoriamente accantonata dall’attuale maggioranza, come ha sottolineato da Salvatore Bottone, proprio l’ex primo cittadino supportato dai suoi alleati e dal suo assessore delegato Raffaele La Femina ha cercato di chiarire la sua estraneità al dissesto annunciato dal sindaco pro tempore Gambino che ha scaricato le responsabilità del default sull’amministrazione uscente. Nelle relazioni del Collegio dei revisori dei conti e del responsabile finanziario di Palazzo San Carlo, nonostante la parzialità dei documenti e dei numeri a disposizione, viene rimarcata l’enorme difficoltà dell’ente nell’attività di riscossione dei tributi.

Secondo quanto affermato dall’ex sindaco Bottone il dissesto era evitabile. “C’era­ no altri mille modi per ripianare un disequilibrio di 800mila eu­ ro. E stata presa in considerazio­ ne solo la prima relazione del re­ sponsabile finanziario dell’ente, nella quale c’erano delle incon­ gruenze che lui stesso ha rivisto nella seconda. In questa ha spe­ cificato che c’erano i modi per evitare il dissesto”. Per Botto­ne la “decisione ha esclusivamente na­tura politica”, tesa a colpirlo. Bottone ha affermato di avere “agito nella massima trasparen­za e con tanti sacrifici, anche economici”.

La posizione di Viviamo Pagani

Un problema ormai storico e cronicizzato, iniziato durante i sindacati di Gambino e proseguito durante il periodo di gestione commissariale e con l’amministrazione dell’ex sindaco Salvatore Bottone. Sulla questione dissesto si sono pronunciati anche i consiglieri comunali di opposizione della civica “Viviamo Pagani” Barile e Cesarano: “A più riprese ci è stato chiesto cosa pensassimo del dichiarato dissesto finanziario. Certamente è una condizione che mai ci saremmo augurarti per il nostro Comune, per la nostra città e l’auspicio è che esso non venga confermato. Abbiamo però l’obbligo di fare due considerazioni, l’una in qualità di amministratori, seppur di minoranza, l’altra in qualità di cittadini. Quali amministratori non abbiamo votato la delibera sia perché, come già dichiarato, in attesa della definizione della problematica della incandidabilità del sindaco Gambino, non prenderemo parte alla votazione degli atti, sia perché – nel caso specifico – non abbiamo avuto modo neppure di prendere visione dell’emendamento. Con esso, di fatto, in consiglio comunale si è cambiato il punto all’ordine del giorno passando da “Assestamento generale di bilancio” ad approvazione della “delibera per dichiarare il dissesto finanziario”. Ma ciò che di più oggi ci preoccupa sono le conseguenze che tale decisione potrà avere sulla collettività” scrivono nella loro lunga nota.

“Pagani è una città che non può prendersi il lusso di vedersi tagliati i servizi, di continuare a subire la pressione di un’aliquota fiscale al massimo. È una città che, invece, dovrebbe vivere una pace che oggi non c’è. Dovrebbe vedere una quotidiana azione amministrativa, anche nel caso della minoranza, propositiva e che pensi solo a risolvere i numerosi problemi dei nostri cittadini. Quale lista civica il nostro auspicio è che, in responsabilità e maturità, tutti decidano di lavorare, una volta per tutte, nel bene della città. I contrasti non ci interessano” Concludono i due consiglieri.