Pompei. Un rigattiere proprietario di un Picasso. È appeso in cucina

Nel 1962 Lo Rosso era un giovane rigattiere e aveva trovato la tela arrotolata fra le cianfrusaglie di una discarica.

Pompei. Gli scavi
Pompei. Gli scavi

«Luigi, che è ‘stu sgorbio?». Annina. La moglie di Luigi Lo Rosso, rigattiere di Pompei, commentó così il quadro ben spazzolato.
Nel 1962 Lo Rosso era un giovane rigattiere e aveva trovato la tela arrotolata fra le cianfrusaglie di una discarica. È l’inizio della lunga storia di un quadro, «Volto di donna», e di una famiglia, i Lo Rosso appunto, che ha vissuto per quasi mezzo secolo in funzione di quel quadro. Un’altalena di sogni e delusioni dove entrano in gioco personaggi di vario ordine e grado: esperti d’arte, millantatori, periti di vaglia, tre poliziotti, fra cui un campione olimpico di canottaggio, e pure una ventina di carabinieri che hanno animato un’indagine giudiziaria tenuta sempre segreta e culminata lo scorso anno con un sequestro e dissequestro della tela. La ragione di tanto interesse è nella firma: Pablo Picasso.

L’unico «Volto di donna» conosciuto, appartenente a una collezione privata, è datato 1941. Gli esperti dicono che è il ritratto cubista di Dora Maar, l’artista e musa di Picasso, con la quale il maestro ebbe una relazione fra il 1935 e il 1943.
La perizia dell’istituto di diagnostica dei beni culturali della Fondazione Cesare Gnudi nel 2005, ha ipotizzato che la tela dei Lo Rosso sia stata prodotta dopo la seconda metà degli anni ’30 e che la firma sia compatibile con quella sulle opere di Picasso riconosciute. Con questa perizia, la famiglia dovette spendere i primi duemila euro.

Costose valutazioni

Altri cinquemila euro li ha portati via lo studio del laboratorio di analisi chimiche Palladio, richiesto da un potenziale acquirente per l’opera; la perizia confermò che i materiali coincidono con quelli utilizzati dall’artista e che la firma non presenta anomalie. Il possibile acquirente, però, voleva la conferma della fondazione Picasso di Parigi ma la famiglia i 300 mila euro per questo studio non li aveva.

La speranza

Dopo di ciò, la tela ha fatto fare alla famiglia il giro del mondo oltre che aver portato via un enorme quantitativo di denaro. Adesso si dice che l’esecuzione sembrerebbe essere successiva agli anni ’20 ma che l’opera sia databile agli anni ’60.  L’ultima speranza per la famiglia, ora assistita dall’esperto d’arte Luca Marcante e dall’avvocato Cesare Dal Maso, è un restauro dell’opera al costo di 10 mila euro per poi poter contattare la fondazione Picasso di Parigi.
Tutti incrociano le dita per questa battaglia iniziata ormai più di 50 anni fa.